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Brexit, mappa del voto: nonni contro nipoti, città contro periferie

Brexit, mappa del voto: nonni contro nipoti, città contro periferie”

"La Scozia si è risvegliata fuori dalla Ue nonostante il 62% dei suoi cittadini avesse votato per rimanere in Europa". Il Brexit è in vantaggio di poco più di un milione di voti per il remain. Senza contare che perfino "il presidente turco Recep Tayyip Erdogan non ha aspettato neppure che si chiudessero le votazioni a Londra per minacciare di indire un referendum in Turchia chiamando il popolo a decidere se continuare o meno i negoziati di adesione alla Ue". Il Brexit è prevalso in tante piccole realtà diffuse su tutto il territorio e in Galles, realtà dove la questione immigrazione appare marginale rispetto in particolare a Londra dove ha vinto il "remain".

Il partito repubblicano ha sottolineato che l'esito del voto ha "conseguenze enormi sulla natura dello Stato britannico" a fronte del fatto che sia Scozia, sia Irlanda del Nord hanno votato a favore della permanenza nella Ue. In Irlanda il risultato è stato 56% a 44% per restare in Europa, in Galles 52,5% a 47,5% per il Leave, mentre in Inghilterra l'addio all'Europa ha vinto in tutte le regioni tranne la capitale. Poi ha anche precisato: "Noi vogliamo rimanere in Europa, ma questo non significherà che adotteremo l'euro". Più a nord, la Brexit potrebbe anche creare un confine tra Irlanda del Nord e Irlanda, rallentando il flusso di migliaia di persone ogni giorno.

Sturgeon ha intenzione di avviare immediatamente la procedura parlamentare per rendere possibile la convocazione della consultazione popolare in Scozia. E adesso? Quanti paesi proveranno a seguire l'esempio del Regno Unito?

Un voto che potrebbe accendere un incredibile effetto domino nei sogni di tanti movimenti antieuropeisti e populisti ora in festa.

Da Edimburgo altri rappresentanti del partito indipendentista hanno dichiarato senza mezzi termini che "ci saranno conseguenze", perché la decisione è stata "presa dagli inglesi" ma "avrà effetti anche sugli scozzesi" e per questo "bisognerà trovare qualche meccanismo per preservare il rapporto con Bruxelles". "In tanti mi hanno contattata già". Il segretario del partito, oltre che premier, David Cameron, ha ammesso la sconfitta, annunciando le proprie dimissioni da capo dell'esecutivo, dimissioni che si formalizzeranno solo a ottobre.

Questi scontri potrebbero portare a nuovi referendum, ma anche a richieste di indipendenza o addirittura di secessione. La percentuale dei Sì alla Brexit è particolarmente elevata fra gli utenti di Twitter in Inghilterra (69% durante il periodo fra il 7 e il 15 giugno; 77% tra il 20 e il 21 giugno) e Scozia (67% nel corso del primo periodo di analisi; 58% nel secondo periodo). Molti giovani hanno una visione più ampia dell'Europa: vanno nel continente, ci lavorano, ci studiano, si fanno degli amici.



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