Salute

Farmaci: Aifa, nel 2015 sale consumo medio, 1,8 dosi al giorno

Farmaci: Aifa, nel 2015 sale consumo medio, 1,8 dosi al giorno”

Si è impennata la spesa per l'acquisto di medicinali da parte delle strutture sanitarie pubbliche (pari al 38,7% della spesa farmaceutica totale), che è stata di circa 11,2 miliardi di euro (184,3 euro pro capite) e ha fatto registrare nel corso dell'anno un incremento del +24,5% rispetto al 2014. La differenza tra uomo e donna è evidente soprattutto nella fascia di età tra i 15 e i 64 anni, in cui le donne mostrano una media d'uso dei medicinali superiore del 10% rispetto a quella degli uomini. Tra i farmaci di automedicazione diclofenac (149,5 milioni di euro), ibuprofene (128,4 milioni di euro) e paracetamolo (116,8 milioni di euro) sono i principi attivi che hanno registrato la più alta spesa.

Sul piano regionale, i consumi maggiori di farmaci sono stati registrati nel Lazio, seguito da Puglia e Sardegna.

Per i farmaci di classe C con ricetta, nel 2015 si sono acquistati di più i derivati benzodiazepinici, in particolare ansiolitici (381,6 milioni di euro), seguiti dai farmaci usati per la disfunzione erettile (263,9 milioni di euro) e dalle associazioni fisse estro-progestiniche (208,5 milioni di euro): un trend immutato rispetto al dato del 2014. "Sono ancora i medicinali per il sistema cardiovascolare si confermano la categoria maggiormente consumata dagli italiani, seguiti dai farmaci dell'apparato gastrointestinale e metabolismo, dai farmaci del sangue e organi emopoietici e dai farmaci per il Sistema Nervoso Centrale, fra questi gli antidepressivi SSRI si confermano i più utilizzati" ha sottolineato il Direttore Generale dell'AIFA, Luca Pani. I farmaci antineoplastici ed immunomodulatori si confermano al secondo posto in graduatoria tra le categorie terapeutiche a maggiore impatto di spesa farmaceutica complessiva.

CALA IL CONSUMO DI ANTIBIOTICI - I maggiori consumi si registrano in Campania, Puglia, Calabria e Abruzzo, mentre nella Provincia Autonoma di Bolzano, in Liguria, in Friuli Venezia Giulia e nel Veneto si registrano i consumi piu' bassi.

Dati poco rassicuranti anche dalla sezione antibiotici.

Il totale della spesa farmaceutica in Italia è di 28,9 miliardi, una quota esorbitante, ben l'8,6% in più rispetto all'anno precedente, per un'impennata del consumo di sostanze medicamentose senza precedenti.

Le farmacie hanno erogato 1,9 miliardi di confezioni, cioè lo 0,1 in più del 2014. Nello specifico il consumo di tale categoria di farmaci ha rappresentato il 69,8% dei consumi a carico del SSN: il 75,5% dei consumi in regime di assistenza convenzionata e il 27,0% dei consumi dei farmaci acquistati dalle strutture sanitarie pubbliche. Per la compartecipazione a carico del cittadino, la spesa è risultata pari a 1.521 milioni di euro (circa 25,0 euro pro capite), raggiungendo un'incidenza sulla spesa farmaceutica convenzionata lorda del 14,0%. Alla base del fenomeno, ormai conclamato in Italia ma che riguarda anche il resto del mondo, ci sono l'aumento delle patologie acido-correlate, il buon profilo di efficacia di questi farmaci, soprattutto per cicli brevi di terapia, l'ampia disponibilità di prodotti a costi contenuti ma anche la convinzione diffusa che i loro effetti collaterali siano trascurabili. Anche se e' piu' elevato al Sud e nelle Isole e in generale si riscontra prevalentemente nella cistite acuta, nell'influenza, nel raffreddore e nella laringotracheite acuta.



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