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Italiani sedotti dall'innovazione, ma ne hanno ancora paura

Italiani sedotti dall'innovazione, ma ne hanno ancora paura”

Per fronteggiare i problemi odierni, la maggioranza (il 64%) ritiene che bisogna compiere un passo in avanti e adottare le tecnologie in grado di ridurre l'impatto sugli ecosistemi e rendere più efficiente e produttivo l'uso delle risorse. "C'e' la consapevolezza che possa creare piu' occupazione di quanta ne puo' distruggere ma c'e' anche la preoccupazione delle fasi di transizione in cui esce forza lavoro meno qualificata per far posto a quella piu' qualificata - ha sottolineato De Rita - In Italia pero' e' alta la percentuale di laureati e neolaureati che dichiara di occupare posizioni lavorative di livello inferiore alla qualifica posseduta".

Oltre 40 guest speaker e decine di giovani startupper si alterneranno sul palco dell'Edison Innovation Week a Milano, nell'Edison Headquarter di via Foro Bonaparte 31. I piu' critici ritengono che l'innovazione abbia portato alcuni benefici e alcuni problemi (20,3%) o addirittura piu' problemi che benefici (7,3%). Debole è il ruolo di stimolo, secondo il rapporto realizzato dal Cesis, che viene riconosciuto ai soggetti di governo (12,8%) ed agli investitori (14,5%). Una quattro giorni fitta di appuntamenti che si apre con la presentazione del Rapporto 2016 Cotec-Censis "La cultura dell'innovazione in Italia". Le opinioni convergono decisamente sulle piccole e medie imprese capaci di sperimentare e di adattare la propria attivita' al contesto in evoluzione (38,6%). Una quota maggioritaria di italiani (il 57,1%) ritiene che nel nostro Paese le innovazioni abbiano contribuito ad ampliare i divari sociali.

Per quanto riguarda il rapporto tra i processi innovativi e le opportunità di lavoro, dalla ricerca emerge che una quota importante di italiani si mostra molto critica ritenendo che l'automazione sostituirà dosi addizionali di lavoro umano (39,8%).

Chi ha avuto vantaggi reali dall'innovazione?

Tutti gli obiettivi contenuti nell'Agenda Digitale trovano, infine, larga condivisione tra gli italiani che, nel 90% dei casi, li ritengono fondamentali oppure abbastanza importanti.(ANSA).



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