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Messina, interessi mafiosi su gestione beni confiscati. Amministratore "a servizio clan"

Messina, interessi mafiosi su gestione beni confiscati. Amministratore

Tra i coinvolti c'è anche Pietro Gugliotta, di 55 anni, vicepresidente del Messina calcio che è stato posto ai domiciliari. Venti persone sono finite in carcere, tre agli arresti domiciliari e per uno di loro è scattato l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

L'inchiesta ha visto l'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Messina, D.ssa Monica Marino, su richiesta dei sostituti Procuratori della competente Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo D.ssa Maria Pellegrino, D.ssa Liliana Todaro e Dott. Ne sono convinti gli inquirenti che hanno coordinato l'operazione 'Totem' che all'alba di oggi ha portato all'arresto di 24 persone da parte di Carabinieri e Polizia di Messina. Giovanni Bonanno, per continuare a gestire di fatto - attraverso propri uomini di fiducia - due imprese già confiscate nel 2012 (lo stabilimento balneare "Al PILONE" e la società di distribuzione di videopoker e raccolta dei proventi del gioco "EUROGIOCHI"), nonché delle capacità manageriali di un professionista, Antonio D'Arrigo, a cui era affidata l'effettiva conduzione della discoteca "IL GLAM" e di alcuni stabilimenti balneari (tra cui lo stesso "Al PILONE"), tutti riconducibili alla famiglia anche se intestati a soggetti insospettabili. Gli introiti venivano poi reinvestiti nell'acquisto di videopoker, illegali.

Le indagini hanno consentito di portare alla luce, sottolineano gli investigatori, una "pericolosa e strutturata organizzazione criminale", radicata nel quartiere Giostra di Messina ma con forti cointeressenze con altri gruppi criminali della città, diretta, organizzata e promossa da Luigi Tibia, nipote del boss detenuto Luigi Galli, che avrebbe stabilito le strategie da seguire, impartito disposizioni agli altri associati, pianificato e partecipato alle attivita' illecite.

"Luigi Tibia - scrivono i pubblici ministeri - ha fatto in modo di ottenere la gestione in affidamento, estromettendo altri imprenditori aspiranti nelle procedure di affidamento, turbando lo svolgimento della gara". Come l'industria del divertimento, a partire dai lidi balneari, e il vasto e collaudato giro di scommesse sulle corse clandestine di cavalli, con scuderie che si fronteggiavano tra loro. L'episodio risale all'agosto 2014 e sarebbe avvenuto all'interno del Lido Park di Mortelle di Messina.



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