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Rapporto Ambiente, cemento e erosione: coste italiane a rischio

Rapporto Ambiente, cemento e erosione: coste italiane a rischio”

Il 51% dei litorali italiani è stato trasformato da cemento, palazzi, alberghi e ville negli ultimi decenni, al ritmo di 8 chilometri all'anno, 25 metri al giorno. Sono i dati preoccupanti che emergono dal "Rapporto Ambiente Italia 2016, presente e futuro delle aree costiere in Italia" presentato oggi da Legambiente.

A peggiorare la situazione ci si mette il consumo di suolo: dei 6.477 km di costa da Ventimiglia a Trieste e delle due isole maggiori, 3.291 km sono stati trasformati in modo irreversibile. Un terzo delle spiagge è interessato da fenomeni erosivi attualmente in espansione; 14.542 sono le infrazioni accertate nel corso del 2014 tra reati inerenti al mare e alla costa in Italia, 40 al giorno, 2 ogni chilometro, ancora in crescita rispetto al 2013. L'inquinamento resta il nemico principale dell'habitat marino è messo alla prova dall'inquinamento: il 25% degli scarichi cittadini non vengono depurati (con punte del 40% in alcune località) e ben 1.022 aree sono in procedura di infrazione europea, mentre soltanto il 19% della costa (1.235 chilometri) è sottoposta a vincoli di tutela. Il progetto viene criticato anche da Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania, che sottolinea come: "Le attuali politiche di gestione delle aree costiere europee e di altre regioni italiane (a partire per esempio dallo studio Eurosion 2002-2004), sconsigliano l'utilizzo di simili strutture di protezione di tipo rigido sia per il loro rilevante impatto ambientale, sia per la inefficacia dimostrata laddove sono stati realizzati in passato, come sul litorale romagnolo, a Chieti e Pescara e a Paola, oltre che per gli elevati costi di manutenzione". Stando al rapporto, infatti, è possibile invertire questa situazione con un cambio di politiche, in particolare rafforzando la resilienza dei territori ai cambiamenti climatici e spingendo verso la riqualificazione e valorizzazione diffusa del patrimonio costiero. La tecnica del ripascimento dei litorali è più efficace ma anche più costosa. Nelle aree costiere, secondo i dai Istat, nel decennio 2001 - 2011 sono sorti 18mila nuovi edifici.

E i nostri mari continuano a essere minacciati dai problemi di inquinamento, per i ritardi nella depurazione di troppe città, non solo costiere, che fanno scappare i turisti. Sul nostro mare pesa anche il problema della mala depurazione che riguarda ancora diversi agglomerati marchigiani, per un trattamento complessivo dell'89% dei reflui urbani. Problema non proprio ininfluente, visto che le sanzioni costeranno 476 milioni di euro l'anno dal gennaio 2016 a completamento delle opere. Anche le analisi delle acque condotte da Goletta verde nel 2015 sono risultate inquinate nel 45% dei casi. In Italia ci sono 32 aree protette nazionali con misure di tutela a mare (pari a oltre 2milioni e 800mila ettari di superficie protetta a mare), 27 aree marine protette (o riserve marine), 2 parchi marini sommersi, 2 perimetrazioni a mare nei parchi nazionali e un santuario internazionale per la tutela dei mammiferi marini.



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