Finanza

Renzi, la Merkel e quelle banche da aiutare a tutti i costi

Renzi, la Merkel e quelle banche da aiutare a tutti i costi”

Ma alla fine nella conferenza stampa conclusiva del premier, dopo la due giorni di Bruxelles, l'attenzione è alla questione delle banche e al botta e risposta con Angela Merkel.

Secondo il cancelliere tedesco non si possono "cambiare le regole ogni due anni, abbiamo appena lavorato per avere regole sulla ricapitalizzazione".

Secco l'avvertimento della cancelliera tedesca: "Credo che sia stata concessa una certa flessibilità a certi Paesi per favorire la crescita". Noi continueremo a rispettare le regole. I commenti non devono necessariamente rispettare la visione editoriale de Il Sole 24 ORE ma la redazione si riserva il diritto di non pubblicare interventi che per stile, linguaggio e toni possano essere considerati non idonei allo spirito della discussione, contrari al buon gusto ed in grado di offendere la sensibilità degli altri utenti.

Berlino rifiuta la giustificazione per cui il SI al referendum per l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea costituisca una "circostanza eccezionale" che, ai sensi del diritto europeo, può consentire ad un governo nazionale di concedere un aiuto ad una o più società al di fuori dell'ambito stabilito dalle regole sugli aiuti di Stato. La questione bancaria non è all'ordine del giorno, perché non vede delle richieste di modifiche di regole. "In questa situazione, se ci fossero problemi, saremmo in condizioni di proteggere i denari di correntisti e cittadini". "L'Italia non l'ha fatto perché chi era al Governo ha ritenuto di non farlo, è inutile piangere sul latte versato". Più difficile immaginare l'intervento delle grandi banche già esposte in Atlante uno.

"L'Ue ha preso una sberla e quando si prende una sberla si è sotto shock: o l'Ue si rende conto che è arrivato il momento di rilanciare sulle cose che valgono davvero o avremmo perso una occasione", ha spiegato il premier. "Non c'è rischio per il denaro del contribuente", ha detto Renzi in conferenza stampa al termine della riunione informale dei capi di Stato e di governo dei 27 Paesi Ue a Bruxelles. Ma in realtà la trattativa italiana in Europa procede, anche se in salita e a passi corti, ma con un obiettivo: avere la possibilità, in caso di "reale emergenza", di intervenire per tempo anche con strumenti statali. La posizione italiana non è cambiata: mettiamo al centro l'Europa degli ideali, ma anche degli asili nido, delle scuole, dei musei, delle piazze e non dei muri.



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