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Rissa nella tendopoli di San Ferdinando, immigrato accoltella carabiniere che reagisce uccidendolo

Rissa nella tendopoli di San Ferdinando, immigrato accoltella carabiniere che reagisce uccidendolo”

Protestano i migranti stamattina a Rosarno. Nel pomeriggio il prefetto Claudio Sammartino ha convocato una riunione del Comitato per la sicurezza pubblica. Quando i carabinieri sono intervenuti per cercare di riportare la calma, uno dei due extracomunitari ha dato in escandescenze tirando fuori un coltello e aggredendo il militare, che è rimasto ferito e ha sparato un colpo che ha ucciso l'uomo. Il 7 gennaio del 2010, dopo il ferimento di due di loro con una carabina ad aria compressa, i migranti diedero vita ad una notte di guerriglia urbana.

"Dolore e cordoglio per la morte di Sekine Traore".

Il gestore del ristorante della tendopoli, un ragazzo ghanese, a Giulia Anita Bari (Medu) ha raccontato di avere visto in parte la scena della colluttazione tra i carabinieri, chiamati dagli stessi braccianti, e il ragazzo maliano. "Noi sono siamo animali". Al momento il quadro che emerge è quello della legittima difesa del carabiniere.

Il militare sarebbe intervenuto proprio per sedare gli animi, ma uno dei due extracomunitari avrebbe estratto un coltello e ferito l'agente con tre coltellate all'occhio e a un braccio. I manifestanti gridano anche "Italia razzista" ed espongono cartelli dello stesso tenore. "I carabinieri devono venire per mettere pace e non per uccidere". Quasi tutti con lo status di rifugiati, o in attesa di ottenerlo: cittadini ormai stanziali, a dispetto di sistemazioni che dovrebbe essere temporanee per definizione; e senza diritti, nonostante non siano né clandestini né abusivi.

La tendopoli di S. Ferdinando accoglie attualmente 500 migranti che vivono nel degrado assoluto per mancanza di condizioni igieniche per l'assenza di fogne ed acqua.

L'inverno scorso, nella stagione degli agrumi, erano arrivati a mille, stipati nella tendopoli; adesso circa la metà è andata a raccogliere pomodori altrove, e sono rimasti in poco più di 400.

Il carabiniere che ha sparato è stato indagato, ma il procuratore di Palmi, Ottavio Sferlazza, che si occupa del caso, ha dichiarato: "Il contesto e la dinamica di quanto accaduto autorizzano a pensare, pur con tutte le cautele del caso e senza voler anticipare alcuna conclusione, che possa delinearsi una legittima difesa". Non c'è alcuna reazione e nessuno ha voluto commentare quanto sta accadendo. Però ho il dovere di porre il tema dei migranti ospiti nelle tendopoli di Rosarno e San Ferdinando.

Aggiunge Soumahoro: "Il Governo e gli enti locali hanno una responsabilità morale in relazione alla condizione di prigionia a cielo aperto, da dannati della terra, in cui vengono tenute queste persone". A chi ha il compito di indagare, ogni ulteriore parola.



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