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Camera, arriva il reddito di inclusione

Camera, arriva il reddito di inclusione”

Anche a partire da questo ultimo dato si è sviluppato il dibattito, sempre più intenso negli ultimi anni, sul reddito come misura di contrasto alla povertà.

Il 14 luglio scorso è stato approvato dalla Camera il Ddl povertà che annette il reddito di inclusione.

L'emendamento è arrivato con un tempismo perfetto, in parallelo con la presentazione del rapporto sulla povertà diffuso dall'Istat, che ha messo impietosamente in evidenza le cifre che caratterizzano la nuova classe dei poveri nel nostro Paese.

Adiconsum chiede al Governo di proseguire quel confronto avviato con le parti sociali attive del Paese: "è questa la via per riorganizzare un welfare a misura dei cittadini-consumatori", conclude Meazza. Il primo ad esultare dell'approvazione del provvedimento è stato proprio il Premier Matteo Renzi che ha esordito attraverso un tweet: "La prima misura organica della storia repubblicana contro la povertà approvata oggi in prima lettura: 1,6 miliardi in 2 anni". La misura, di iniziativa governativa, contiene all'interno "norme relative al contrasto della povertà, al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali". Alla realizzazione dei progetti personalizzati nonché al potenziamento e alla qualificazione della presa in carico dei beneficiari concorreranno, ove compatibili e riferite all'obiettivo tematico della lotta alla povertà e della promozione dell'inclusione sociale, anche le risorse afferenti ai programmi operativi nazionali e regionali previsti dall'Accordo di partenariato per l'utilizzo dei fondi strutturali europei 2014-2020. Dovranno essere definite anche le cause di sospensione e decadenza dal medesimo beneficio. Le aree urbane e metropolitane sono quelle più esposte, così come le famiglie con almeno due figli e ancora di più quelle composte da soli cittadini stranieri (da 24 a 32%). Verrà sicuramente rinforzato il sistema dei servizi sociali, ma sarà davvero sufficiente a migliorare la situazione delle famiglie italiane?

Il punto è delicato perché i servizi sociali sono spesso segnati da mancanza di personale, da un'impostazione vecchia, dalla frammentazione che impedisce di collaborare tra loro e con gli altri soggetti coinvolti, per cui ci si chiede se sono adeguati a svolgere un compito così delicato.

Saranno attribuite al Ministero del lavoro e delle politiche sociali delle competenze in materia di verifica e di controllo del rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni da garantire in tutto il territorio nazionale.

"Per le regioni del sud - ha concluso Losacco - saranno utilizzate le risorse comunitarie, soprattutto per rafforzare i servizi sociali che oggi non sono più nelle condizioni di agire".



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