Scienza

La Sapienza collabora alla sonda Juno che tra poco raggiungerà Giove

La Sapienza collabora alla sonda Juno che tra poco raggiungerà Giove”

In campo anche Thales Alenia Space e Università Sapienza di Roma (AdnKronos) - Lo strumento Jiram, che permette di acquisire simultaneamente immagini ed informazioni spettrali nell'infrarosso attraverso l'uso di un doppio piano focale, "riveste un ruolo fondamentale nella missione poiché consente di osservare a distanza ravvicinata Giove per capirne formazione, evoluzione, struttura" sottolinea Leonardo.

Così presto avremo finalmente notizie di prima mano della burrascosa atmosfera del re del sistema solare: un ottimo modo per ingannare l'attesa dei dati marziani che in ottobre riceveremo dala sonda Exomars che proprio in queste ore ha inviato una prima immagine dell'ancora lontano pianeta rosso celebrando a suo modo il rifinanziamento della missione. Si tratta infatti di una regione in cui enormi sciami di elettroni vengono accelerati a velocità prossime a quelle della luce dal campo magnetico di Giove, che è 20.000 volte più potente di quello della Terra.

Le aurore di Giove sono state viste per la prima volta nel 1979, dalla sonda Voyager 1, poi nel 2000 dalla sonda Cassini, nata dalla collaborazione fra Nasa, Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Agenzia Spaziale Italiana (Asi).

Lanciata in orbita il 5 agosto del 2011, la Juno (JUpiterNear-polarOrbiter) è stata realizzata dal Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa e ha viaggiato per cinque anni verso il gigante del nostro Sistema Solare.

Juno trasporta anche un importante strumento scientifico italiano, anzi il vero cuore della ricerca della sonda. In caso contrario, sorvolerà il pianeta e si perderà nello spazio. Le aurore del pianeta, inoltre, non conoscono fine con un continuo spettacolo composto di nubi di gas che si illuminano a contatto con le particelle.

Nel futuro immediato, con l'inizio della fase di operazioni scientifiche intorno a Giove e con il lancio, previsto nel 2018, della missione europea BepiColombo, scienziati italiani osserveranno tutti i corpi del sistema solare ad eccezione di Urano e Nettuno utilizzando strumenti italiani. Probabilmente ci vorranno circa 20 minuti per agganciare il segnale di Juno e la trasmissione dei dati sarà tutt'altro che istantanea: attualmente occorrono 48 minuti per il trasferimento da Giove alla Terra.

E Giove 'si fa bello', per osservarlo da vicino come nessuna missione spaziale ha mai fatto. A bordo della sonda sono, infatti, presenti due strumenti italiani, entrambi con il supporto e il coordinamento dell'Asi. Tra questi lo spettrometro italiano Jiram (JovianInfraRedAuroral Mapper) che, oltre a catturare le immagini delle aurore polari, studierà gli strati superiori dell'atmosfera a caccia di metano, vapore acqueo, ammoniaca e fosfina.



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