Salute

Zika, altre due infezioni in Florida: salgono a 4 i casi "misteriosi"

Zika, altre due infezioni in Florida: salgono a 4 i casi

Il virus Zika visto al microscopio Si sono notevolmente attenuate le preoccupazioni che nei mesi scorsi avevano spinto molti esperti a chiedere un rinvio o addirittura il trasferimento delle Olimpiadi in un altro Paese, considerando l'alto rischio in Brasile per il virus Zika e visto e considerato che sono attesi quasi 500.000 visitatori per l'evento.

Per questo motivo i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) consiglia a donne incinte o a chi sta pianificando una gravidanza di evitare i viaggi a Miami, in particolare a nord della città, nella zona in cui si ritiene attiva la trasmissione del virus (foto sotto). Una recentissima analisi del network EuroTravNet, cui partecipa per l'Italia anche il Centro di Brescia e pubblicata su Eurosurveillance, ha confermato il bassissimo rischio di infezioni trasmesse da vettori nei viaggiatori europei di ritorno dal Brasile nei mesi di agosto - settembre nel periodo giugno 2013 - maggio 2016, evidenziando al contempo come i rischi sanitari per la specifica destinazione Brasile siano piuttosto di natura gastrointestinale e dermatologica. Di recente è stato infatti annunciato che mediante l'identificazione di una macromolecola potrebbe arrivare la soluzione per prevenire le infezioni virali mortali come è il virus Zika.

Si tratta di una disabilità che provoca problemi per tutta la vita.

Sono saliti a 14 i casi di contagio del virus Zika nella piccola zona di Miami chiamata Wildwood. Il virus può sopravvivere infatti così a lungo nel liquido seminale maschile. Il virus è particolarmente pericoloso per le donne incinte: può essere trasmesso al feto e provocare la microcefalia e altri gravi danni cerebrali.

Dei 14 casi appurati, 12 sono uomini e 2 donne, ma non si sa se queste ultime siano incinte. "Sono state applicate sia sostanze chimiche per uccidere le larve di zanzare, che insetticidi contro gli insetti adulti, ma non appaiono funzionare - ha ammesso Frieden - o perche' le zanzare sono resistenti o perche' si nascondono in posti irraggiungibili". I viaggiatori poi che torneranno nei Paesi del Sud America non influiranno sulle epidemie locali.

Un importante aspetto da considerare, e che spesso si rivela un grande ostacolo nella rilevazione diagnostica, è che la presenza di pregresse infezioni da virus appartenenti alla stessa famiglia del virus Zika, come ad esempio il virus Dengue, possa fortemente interferire con la diagnosi dell'infezione dando luogo a risultati non chiari e non univoci, la cosiddetta cross-reattività. "Siamo al massimo livello di allerta e faremo tutto il possibile" ha detto in conferenza stampa.



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