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A casa pugile-terrorista 'poema bomba' e coltello per sgozzare

A casa pugile-terrorista 'poema bomba' e coltello per sgozzare”

Sono gli elementi che, secondo gli investigatori, inchiodano Abderrahim Moutaharrik, il giovane campione di boxe thailandese accusato di legami con l'Isis e arrestato con la moglie a Lecco. La loro vicenda era diventata nota alle cronache, dopo che la madre della ragazza ne aveva denunciato prima la sparizione assieme ai tre figli maschi piccoli e poi l'arruolamento nelle milizie dell'Isis.

Nell'annotazione, inoltre, la Digos, coordinata dal procuratore aggiunto di Milano Maurizio Romanelli e dai pm Enrico Pavone e Francesco Cajani, facendo riferimento all'ormai noto "poema bomba" che il pugile ricevette via WhatsApp dagli uomini del Califfato, ovvero "l'ordine di uccidere gli infedeli", segnala che quel 'poemà inizia "proprio con l'invito a colpire il nemico attraverso lo "sgozzamento" quindi attraverso l'uso del "coltello". La procura di Milano ha chiesto il processo immediato anche per lui e per Wafa Koraici: è la sorella di quel Mohamed Koraici che nel gennaio 2015 lasciò la propria residenza di Bulciago, paesino in provincia di Lecco, e raggiunse la Siria portando con sè la moglie, l'italiana Alice Brugnoli, e i suoi 3 figli di 6, 4 e 2 anni.

"In casa di Moutaharrik - rivela Il Giorno -, gli investigatori della Digos hanno trovato, nelle perquisizioni successive all'arresto, un pugnale da combattimento simile a quello usato da un miliziano del 'Califfato' su una persona decapitata e che si vede in un filmato rinvenuto nello smartphone del marocchino". Dalle tue palme, eruttano scintille e sgozza! Anche la coppia era tra i destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare, ma i due risultano ancora latitanti. "Fai esplodere la tua cintura nelle folle gridando 'Allah Akbar!'".



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