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Gambling, verso la creazione di un mercato unico europeo

Gambling, verso la creazione di un mercato unico europeo”

Dai freddi Paesi scandinavi fino al Mediterraneo un puzzle in fase di definizione

In Italia, il gambling è uno dei settori più floridi ed è sempre in continua espansione e crescita. Ma, in un mondo sempre più globalizzato, è lecito chiedersi come vadano le cose al di fuori dei nostri confini. Il problema principale, sino a qualche anno fa, era quello del cosiddetto flusso migratorio dei casinò online all'interno del Vecchio Continente. I Paesi che hanno risposto meglio sono, senza alcun dubbio, quelli con legislazione anglosassone. Tra questi si può citare Malta, all'interno della quale, grazie a un'oculata politica fiscale, si sono insediati i primi casinò online europei. Altro paradiso per il gioco d'azzardo è Gibilterra, sede del colosso Playtech, leader internazionale nella produzione di software dedicati al gioco online.  Continuando però a parlare di Paesi a matrice anglosassone, va detto che l'Irlanda è il quarto Paese al mondo con il tasso di perdite più alto, come riporta uno studio di Testimonianze.org. La media annuale è di 1041 dollari. In questa speciale classifica a comandare è l'Australia, seguita da Singapore e Stati Uniti. In terra irlandese sono tante le modalità di gioco: televisione, dispositivi elettronici e internet. Ci sono Paesi invece, come ad esempio, la Finlandia, dove si punta sopratutto sulle slot machine e sulle lotterie. Un occhio di riguardo meritano anche le scommesse sportive, che dilagano, oltre che nella nostra Italia, anche nel Regno Unito.

Insomma, il gambling è un fenomeno che ha contagiato tutta Europa. Dai freddi Paesi scandinavi fino al Mediterraneo, c'è sempre qualcuno che fa una puntata, che scivola il dito su uno smartphone o gioca con una slot machine. Il numero è sempre più destinato ad aumentare. Su questo c'è davvero poco da dire. Tenendo conto di ciò, la vera scommessa potrebbe essere rappresentata dalla costruzione di un mercato unico europeo. È da un po' di anni che se ne parla. Ovviamente, è un qualcosa che al momento appare molto complicato e utopistico, in quanto si dovrebbero integrare e far convivere sistemi legislativi e normativi totalmente differenti. Sicuramente questa svolta rappresenterebbe un passo in avanti importante per la tutela e la sicurezza degli utenti. I vantaggi sarebbero numerosi. Resta però da capire se c'è davvero l'intenzione di fare questo passo in avanti. Per ora dominano dubbi, lentezza e immobilismo. Ma chissà che prima o poi non si prenda qualche decisione importante. Magari partendo dalla condivisione di qualche regolamento o direttiva comune. L'attesa però non dovrà essere troppo lunga. Insomma, della serie carpe diem.



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