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Almaviva: sit-in a Palermo, protesta durante visita Renzi

Almaviva: sit-in a Palermo, protesta durante visita Renzi”

Cosi Francesco Assisi segretario Fistel Cisl e Eliana Puma Rsu Fistel, commentano l'esito del tavolo di ieri al Mise sulla vertenza Almaviva, e nel giorno della protesta dei lavoratori, che esasperati, hanno occupato stamani la sede di via Marcellini a Palermo. Sono le dichiarazioni del segretario Slc Cgil Maurizio Rosso, sull'incontro di ieri a Roma e in vista dell'aggiornamento della riunione al Ministero dello Sviluppo economico, prevista per domani alle 18. Sul tavolo ci sono ancora i trasferimenti di 135 lavoratori da Palermo a Rende. La vicenda gira attorno all'annunciato trasferimento di 154 dipendenti a Rende, in Calabria, dal 24 ottobre.

"E' il momento di decidere se seguitare ad attardarsi su politiche conservative senza speranza e logiche di stampo assistenziale - continuo ricorso agli ammortizzatori evocato dal sindacato come illusoria ricetta universale - o mettere in campo indirizzi di politica industriale, anche dolorosi se è necessario, che sappiano misurarsi con la presa d'atto di un mercato totalmente fuori equilibrio", sostiene il manager in una nota. "Oltretutto, nelle stesse ore nelle quali le problematiche sollevate sono all'attenzione delle Istituzioni competenti". Siamo pronti alla trattativa costruttiva a oltranza ma non accetteremo condizioni ricattatorie. Noi ci opponiamo a questi trasferimenti, assolutamente pretestuosi: il lavoro si può switchare, non c'è bisogno di spostare i lavoratori del call center, il comune di Osaka si può gestire da Palermo. "Se non si trova una soluzione su questa vertenza, oltre a perdere centinaia di posti di lavoro, ipotecheremo definitivamente la civiltà di questo paese". "La Società assumerà ogni opportuna iniziativa a tutela della legalità, della continuità delle attività e della sicurezza delle persone che vi lavorano".

"Il terribile ricatto sta andando avanti, una pistola puntata sui lavoratori a basso reddito, che sono nel panico". Prezzi così bassi che hanno già convinto diversi compagnie italiane a disdire i contratti in Italia per migrare in Albania.



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