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Il ct azzurro Ventura: "Senza Buffon, Donnarumma già titolare"

Il ct azzurro Ventura:

Intervistato da Radio Anch'Io Sport su RadioUno il CT della Nazionale Giampiero Ventura è tornato a parlare dei temi più caldi legati all'Italia, al momento in lotta per un posto ai Mondiali di Russia 2018. L'Europeo ha esportato l'immagine di un gruppo corretto e positivo, quel gesto ha intaccato quello che la Nazionale rappresenta. "Parliamo del giocatore e dell'uomo, ma alle sue spalle nasce un altro Buffon come Donnarumma". "E' un giocatore dalle grandissime potenzialita' e qualita' che e' frenato da un modo di essere che non lo mette in condizione di esprimersi al meglio - sottolinea Ventura - Niente e' precluso per nessuno, le porte sono aperte per tutti, ma in questi anni c'e' stato un abbassamento del livello e il gap lo vai a colmare con un comportamento e un atteggiamento tattico da squadra, la squadra ha la priorita' del singolo. Balotelli deve fare il grande passo, mettere a disposizione le sue qualità della squadra e non viceversa". "Voglio mettere in condizione i giovani di poter dare una mano alla Nazionale e lo si può fare, ma con calma". Quando hai tre giorni per preparare una gara non puoi fare rivoluzioni immediate o cambiamenti importanti.

Porte aperte per tutti, anche per Pellè e Balotelli. "È una avventura stimolante e impegnativa e l'obiettivo è di sfruttare i giocatori che il campionato mette a disposizione, sopratutto i più giovani". Il giocatore ci ha messo del suo, è un momento difficile per l'Inter.

SU ICARDI - "E' un campionato che davano tutti per scontato e invece di scontato non c'è assolutamente niente".

Il ct azzurro mette in castigo l'attaccante ma spiega: "Nessuna macchia indelebile". Ha bisogno di tempo per capire dove è capitato. La storia dell'Inter meriterebbe tuttavia qualcosa di meglio di quel che stiamo vedendo - dice l'ex Toro sul caso Icardi -. Trent'anni di calcio non si cancellano - ha continuato il ct - Il vero problema è il momento storico che l'Italia sta attraversando sul piano generazionale, con grandi giocatori che hanno finito e altri che stanno finendo e molti giovani che si stanno affacciando. Nel caso specifico, credo che debba essere la società a determinare e non i tifosi. Pelle' e' un ragazzo perbene ma un minimo di riflessione deve farla altrimenti significherebbe autorizzare chiunque a non rispettare la maglia azzurra. Fanno 70 partite all'anno, la Juventus li dà malvolentieri e non posso chiedere a loro di fare altri allenamenti. Voglio ragazzi di 21, 23 anni, quelli di grande prospettiva in attesa di far parte della Nazionale che mi auguro giocheranno i Mondiali. Sono stati concessi, inizieremo a novembre con quei giocatori giovani. Lì potrò modificare il modo di stare in campo, chiamando ragazzi come Verdi, Di Francesco, Calabria.



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