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Westworld: ottimo debutto negli USA per la nuova serie HBO

Westworld: ottimo debutto negli USA per la nuova serie HBO”

La serie, ambientata in un futuro non così distante, si svolge all'interno di un campo divertimenti a tema western, dove, pagando un costoso biglietto, è possibile vivere qualsiasi tipo di esperienza con i robot umanoidi che lo popolano. In particolare si concentra su Dolores Abernathy (Evan Rachel Wood), una host programmata per essere una tranquilla ragazza di campagna dall'aria innocente.

Immaginate una storia che inizia come una qualsiasi puntata della Casa nella prateria e finisce ponendosi domande etiche sulla coscienza dei robot alla Blade Runner, portando appresso nella trama frammenti di The Truman Show, Jurassic Park e Inception. Sono questi gli ambiziosi ingredienti di una serie che vede nel proprio roster nomi quali J.J Abrams (produttore esecutivo) Jonathan Nolan (sceneggiatore della serie) e Anthony Hopkins.

E poi ci sono gli uomini che giocano a fare Dio.

Ha confermato le attese e conquistato subito il pubblico.

Positivo anche il parere del New York Times.

Ieri sera HBO ha firmato l'ennesima hit del suo catalogo, e fortunatamente per noi la premiere in contemporanea mondiale ci ha permesso di goderne praticamente in diretta con la messa in onda americana: "Westworld" profuma di capolavoro già a metà puntata, ed il merito è in larga parte ascrivibile alla mostruosa interpretazione dei rispettivi ruoli nel cast a 5 stelle messo insieme dal network. "Westworld è un altro corpo animatronico in cima a quel mucchio insanguinato, ma gli autori ne sono consapevoli".

"Quando una serie della Hbo fallisce - Vinyl, Luck, John from Cincinnati - lo fa in modo clamoroso". Westworld invece è partito in quinta, e chissà che nel tempo non arrivi ai numeri esorbitanti di Game of Thrones.

Westworld è piaciuta molto a Olivier Joyard del sito francese LesinRocks, che riguardo ai primi quattro episodi ha scritto: "Supponendo che la prima stagione non si perda per strada, Westworld potrebbe diventare niente meno che il trattato visivo e narrativo di un mondo che cambia, dove lo spettacolo e la fiction sono sia i nostri becchini sia i nostri salvatori". Difficile sbilanciarsi dopo soli 60 minuti sono tante le serie che dopo un inizio folgorante (stile Lost) hanno perso smalto con il passare delle puntante, incartandosi con scelte discutibili e protagonisti improbabili, ma il materiale è talmente promettente che questa volta è inevitabile essere ottimisti. "Una serie che insegnerà ad amare la finzione e a evitarla come la peste, in grado di risvegliare il senso critico".



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