Scienza

Mattarella: "Io arbitro, con persuasione e suggerimenti"

Mattarella:

Questo è un po il mio compito, questo avviene spesso con due attività: esortazione e suggerimenti, cioè attraverso la persuasione.

"Il mio è un lavoro che in larga parte non si vede perché non si fa con i proclami". "C'è un'affermazione frequente: il Presidente della Repubblica - ha proseguito il capo dello Stato - sarebbe come un arbitro". Vengono spesso Capi di Stato stranieri in Italia e li ricevo qui al Quirinale; abbiamo dei colloqui in cui parliamo dei rapporti tra i nostri Paesi. "Carducci" di Bagheria (PA); "C. Scianna" di Bagheria (PA); Istituto Comprensivo Giovanni Paolo II di Capo d'Orlando (ME); Istituto Comprensivo Statale "De Amicis" di Bolani (RC) e "L. Murialdo" di Foggia. Il radicamento del territorio e l'espressione autentica delle società che le esprimono sono un altro contributo al rafforzamento del nostro Paese nel cercare di farlo diventare sempre di più una comunità. "Bacon - ha ricordato il presidente Mattarella - ci ha lasciato tanti insegnamenti, ho ricordato pochi giorni fa la sua frase 'noi possiamo quel che sappiamo': l'istruzione e la cultura sono la misura delle opportunita' che si hanno nella vita per realizzarsi e contribuire alla vita collettiva". Io contribuisco in maniera molto limitata, verificando che non siano contrastanti con la Costituzione. "Però il mio lavoro è quello di seguire tutto il processo perché il 'sistema Italia' si svolga in maniera sempre migliore, in maniera funzionale, efficiente, perché la vita del nostro Paese scorra in maniera ordinata e sempre migliore". "Vi sono molti momenti così, di rappresentanza". Non dipende da me, dai miei compiti, la gran parte delle decisioni che riguardano la nostra vita, le regole della nostra società, che sono le leggi. Lo ha affermato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, incontrando alcuni studenti al Quirinale. Un cittadino di origine straniera gli ha anche consegnato un appello per velocizzare la legge sulla cittadinanza ora all'esame del Parlamento.

Domanda: Lei ha un sogno che non è ancora riuscito a realizzare? Il nostro Paese ha bisogno di sentirsi sempre più una comunità e vi ringrazio per il contributo che date" ha continuato Mattarella che ha ascoltato un intervento del direttore Alberto Ceresoli: "Nel corso della propria storia, Bergamo e i bergamaschi sono sempre stati in prima fila laddove c'era bisogno di aiuto, per un terremoto, piuttosto che per i disastri di una guerra o di una carestia.

E a un'altra domanda sui suoi principali sogni, "di non realizzati - ha detto- ce ne sono sempre tanti di sogni".

Ai bambini che gli chiedevano di confessare un suo sogno, il presidente della Repubblica ha detto di immaginare un "Paese che cresca sempre di più e che sia capace di vivere sentendosi in una vera comunità, sentendo tutti quanti che la nostra sorte è legata gli uni agli altri".



Сomo è

Ultimo




Raccomandato