Finanza

Opec: petrolio crollo, accordo difficile (Analisi 30 Novembre 2016)

Opec: petrolio crollo, accordo difficile (Analisi 30 Novembre 2016)”

Oggi va in scena l'atteso confronto tra i paesi produttori dell'Opec a Vienna. Raggiungere un accordo, non è cosa facile e non tutti sono convinti che il raggiungimento di un compromesso riuscirà a frenare il crollo del prezzo del petrolio.

Azerbaijan e Kazakhstan "copiano" la Russia e fanno sapere che non invieranno alcun delegato in terra austriaca.

Secondo i dati forniti da Morgan Stanley, la produzione aggregata di 109 società quotate, che producono più di un terzo del petrolio mondiale, è scesa nel terzo trimestre del 2016 di 838mila di barili al giorno rispetto all'anno precedente arrivando a 33,88 milioni di barili al giorno. Ne è convinto, secondo quanto riporta Bloomberg, il ministro del petrolio iraniano, Bijan Namdar Zangeneh, il quale sottolinea che "l'Iran non congelerà la sua produzione, c'è un accordo di un altro tipo". Il nemico storico dell'Arabia Saudita, ha inoltre proposto in una lettera inviata al cartello che i sauditi riducano la produzione a 9,5 milioni di barili al giorno.

Non solo l'Iran ma anche l'Iraq sembra essere piuttosto reticente ai tagli di greggio. Manifesta ottimismo su un accordo anche il ministro del Petrolio venezuelano Eulogio Del Pino. Lo scopo del mini vertice era convincere la Russia sulla necessità di un taglio della produzione petrolifera che attualmente ha toccato nuovi massimi.

Anche il ministro indonesiano, Ignasius Jonan, non è sembrato per nulla ottimista sul raggiungimento di un accordo tra i paesi interni all'Opec. La sua situazione economica impedisce, infatti, di prendere parte ai tagli della produzione che potrebbero venire decisi in sede Opec "almeno nel prossimo futuro".

La Libia ha più che raddoppiato la sua produzione di greggio di circa 600.000 barili al giorno da quando diversi porti per la spedizione del petrolio sono stati sbloccati a settembre.

Gli esperti della banca d'affari USA rendono comunque noti due possibili scenari. Il future sul Brent con scadenza febbraio scende al momento del 3,6% a circa 47,42 dollari al barile.



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