Finanza

P.A, Madia: la bocciatura blocca gli aumenti

P.A, Madia: la bocciatura blocca gli aumenti”

I sindacati Cgil, Cisl e Uil avevano risposto con la necessità che gli 85 euro fossero invece "minimi".il nodo del budget è dunque una delle questioni ancora sul tavolo della trattativa per lo sblocco dei contratti statali.

"Rispettiamo le sentenze, ma la Corte ne ha fatta una evolutiva, cioè ha cambiato orientamento".

Per quanto riguarda la riforma della dirigenza (il decreto è stato approvato dal CdM), prevede l'istituzione dei ruoli unici per i dirigenti di Stato, Regioni ed enti locali, limita la durata degli incarichi a quattro anni rinnovabili e per i dirigenti senza incarico impone la perdita delle componenti variabili del compenso: se questa condizione si protrae per un biennio, inoltre, è prevista la ricollocazione in altri uffici e la decadenza dal ruolo in caso di rifiuto.

"La bocciatura della riforma della pubblica amministrazione da parte della Consulta potrebbe bloccare gli aumenti ai dipendenti".A dirlo Marianna Madia, il ministro della funzione pubblica in un colloquio con il Corriere della Sera."Prima di impegnarmi - ha detto la Madia- devo raggiungere un'intesa con tutte le regioni".

Da questa mattina è in corso un incontro tra sindacati e Governo circa il rinnovo del contratto per gli aumenti stipendiali dei dipendenti della PA, scuola inclusa. E verificare, come dire, se il governatore del Veneto Zaia è d'accordo.

Si configura uno scenario del tutto nuovo e complesso, dal momento che il governo dovrà ridefinire i contenuti della legge delega 124/2015 che prevede i 17 decreti attuativi.

"Ieri, 28 novembre, anche il nostro sindacato ha partecipato a una riunione presso il Ministero della Pubblica Amministrazione; è stato un confronto 'politico' e non 'tecnico', senza regole predefinite (in cui la parte Governativa decide unilateralmente se, chi, con quali tempi e modalità convocare), e senza nessuna valenza reale per i lavoratori".



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