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P.a: Renzi, pronti a chiudere su contratto prima del 4

P.a: Renzi, pronti a chiudere su contratto prima del 4”

La Riforma della Pubblica Amministrazione proposta dal Ministro Marianna Madia è stata giudicata parzialmente illegittima dalla Consulta, che ha "bocciato" quattro nodi cruciali della Legge Delega. Per settimane sindacati e governo avevano trattato sottotraccia per arrivare, prima del referendum, ad un'intesa per il rinnovo del contratto degli statali. Con l'impegno del Governo, ed era il punto politico attuale, di stanziare ulteriori risorse perché a regime, cioè al termine del triennio 2016-2018, il provvedimento si traduca in un aumento medio di 85 euro al mese. Anche il giuslavorista Umberto Romagnoli, professore emerito di Diritto del lavoro dell'Università di Bologna sottolinea che "i licenziamenti nel settore pubblico si sono sempre potuti fare". Sul tavolo ci sarà una bozza di accordo per un aumento di 85 euro lordi mensili.L'incremento dovrebbe rimanere indicato come "medio", anche se nelle ultime ore si è ragionato della possibilità di eliminare questo. "Il problema -spiega- è limitato a 5 dei 18 decreti legislativi finora approvati. Gli altri due, dirigenza e servizi pubblici locali, erano stati approvati giovedì in consiglio dei ministri, ma dopo la sentenza, non li abbiamo mandati al Quirinale e non vedranno la luce". Tali norme costituiscono, infatti, espressione, in maniera prevalente, della competenza statale nella materia del "coordinamento informativo statistico e informatico dei dati dell'amministrazione statale, regionale e locale" (art. 117, secondo comma, lett. r., Cost.), proprio perché sono strumentali nell'assicurare una "comunanza di linguaggi, di procedure e di standard omogenei, in modo da permettere la comunicabilità tra i sistemi informatici della pubblica amministrazione" (sent. n. 17 del 2004), in vista della piena realizzazione dell'Agenda digitale italiana, nel quadro delle indicazioni provenienti dall'Unione europea. Riguardano la riduzione delle partecipate, la licenziabilità dei "furbetti del cartellino" e l'istituzione di un elenco nazionale dei direttori sanitari: 200 persone che gestiscono 113 miliardi di spesa ogni anno.

"Su questi tre decreti andrò, come chiede la sentenza", -continua il ministro- nella conferenza Stato-Regioni per avere un'intesa e poi, se Zaia non si metterà ancora di traverso, presenterò decreti correttivi e le riforme andranno avanti.

Ministro, la sentenza della Consulta è del 9 novembre, ma è stata resa nota venerdì. Si potrebbero trovare dei meccanismi per favorirne l'adesione, dando più margini al lavoratore, che potrebbe essere interessato ad assicurazioni di diverso tipo.

Si configura uno scenario del tutto nuovo e complesso, dal momento che il governo dovrà ridefinire i contenuti della legge delega 124/2015 che prevede i 17 decreti attuativi.



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