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Amanti killer: arrestati medico e infermiera comaschi

Amanti killer: arrestati medico e infermiera comaschi”

Sarebbero almeno cinque le morti sospette. In un'altra conversazione avrebbe detto: "Tu somigli a tuo padre e ti ammazzerò". È la testimonianza di uno degli infermieri sentiti dagli inquirenti.

Il dialogo tra i due amanti, le cui intercettazioni sono contenute nella richiesta di arresto, è stato ricostruito dal programma televisivo "Chi l'ha visto".

Gli indagati Al momento il numero degli indagati ammonta a 14, in particolare 6 di questi sono accusati di favoreggiamento e omissione di denuncia poiché appartenenti alla Commissione interna dell'ospedale di Saronno istituita nel 2013, dopo le denunce di alcuni infermieri, per valutare l'attività del medico. La morte ha camminato nei corridoi dell'ospedale di Saronno per mano di un medico del Pronto soccorso, che secondo quanto emerso dall'inchiesta avviata dalla procura di Busto Arsizio praticava di fatto l'eutanasia Consapevolmente, a quanto risulta dalle intercettazioni. "Con questo paziente dispiego le mie ali dell'angelo della morte", "io sono Dio", diceva.

Secondo le indagini dei carabinieri, all'ospedale, in un clima di stupore e silenzio, qualcuno mormorava dell'esistenza di un nomignolo per la modalità di intervento del medico tra i colleghi: il "protocollo Cazzaniga". Bisogna, avverte, "pensarlo bene, non è che tu ti svegli la mattina e dici 'ah passo a filo di lama quello', no!". "L'omicidio perfetto è l'omicidio farmacologico". La donna parlava di come appropriarsi dell'eredità che sarebbe stata divisa in due con la nonna materna, ed a quanto è trapelato sembra che i figli avrebbero replicato alla madre: "Ma poi la nonna Maria la facciamo fuori". Sconcertanti le pagine che descrivono il delitto del marito dell'infermiera.

Due giorni prima l'azienda si muove e la rassicura. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori. "Dalla cremazione non possono capire niente", si ascolta nelle intercettazioni.

L'anestesista Leonardo Cazzaniga, si sarebbe reso responsabile di aver inventato un suo metodo clinico, che egli stesso aveva chiamato "protocollo Cazzaniga".

La Procura ha sequestrato copiosa documentazione relativa a tutti i casi di decesso gestiti da Cazzaniga in pronto soccorso negli ultimi anni.

Il medico e l'infermiera sono stati arrestati con l'accusa di omicidio volontario. Ora si parla di decine. I suoi figli, intanto, sono stati affidati a una comunità. Nei mesi successivi si sarebbero registrati altri tre casi di morte sospetta: il 30 aprile del 2012 è stato il turno di Antonino Isgrò, 93 anni, anch'egli di Saronno, cardiopatico, finito in ospedale dopo una caduta in seguito alla quale aveva riportato la frattura di un arto. L'assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, ha definito l'atto "doveroso".



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