Finanza

Madia, aumento 85 euro medio, non minimo

Madia, aumento 85 euro medio, non minimo”

Alla fine ha vinto il Governo: niente aumento minimo per tutti da 85 euro. I comunicati stampa dei sindacati. Parte degli 850 milioni dovrebbe servire a garantire gli aumenti lordi mensili di almeno 85 euro. Dopo una trattativa no-stop dei tre leader di Cgil, Cisl e Uil con il ministro della funzione pubblica, Marianna Madia, alla fine è arrivata la sospirata firma. Il Governo promette di rimettere mano ai fondi per la contrattazione di secondo livello, il salario accessorio, e di promuovere anche nel pubblico "una fiscalità di vantaggio" per la produttività. "Ossia una media di 265 euro a lavoratore". Il nodo bonus fiscale degli ottanta euro riguarderebbe 800mila lavoratori (250mila solo nella scuola). "Dopo sette anni #lavoltabuona per i dipendenti pubblici". Madia spiega che ora per i tre decreti già in vigore, sui quali incide la sentenza, andrà "nella conferenza Stato-Regioni per avere un'intesa e poi, se Zaia non si metterà ancora di traverso, presenterò decreti correttivi e le riforme andranno avanti", mentre quelli approvati in settimana dal Cdm, su dirigenza e servizi pubblici locali, "non li abbiamo mandati al Quirinale e non vedranno la luce". Per definire una nuova articolazione delle relazioni sindacali attraverso il Testo Unico "il Governo si impegna a rivedere gli ambiti di competenza, rispettivamente, della legge e della contrattazione, privilegiando la fonte contrattuale". "L'accordo politico di oggi è un passaggio importante, indispensabile per aprire concretamente le trattative di comparto", ha commentato Maddalena Gissi, segretario generale della Cisl Scuola.

L'accordo è stato possibile grazie allo stanziamento di nuove risorse.

Soddisfazione è stata espressa dalle parti alla firma dell'accordo. Non e' detto dunque che gli aumenti saranno uguali per tutti, si decidera' in sede di contrattazione. Cioè alla leva che spinge il cambiamento nel modo di lavorare e di organizzare i servizi a cittadini e imprese. Questo proprio in seguito all'accordo siglato lo scorso 24 novembre, che prevedeva un aumento in busta paga per i dipendenti pubblici di 85 euro.

"Il centralismo sanitario governativo ha ricevuto un duro colpo e noi, tanto per fare un esempio concreto, continueremo a nominare i direttori generali della nostra sanità invece che doverli scegliere all'interno di una terna 'nazionale' dove poteva esserci anche qualche responsabile di certi sfasci in giro per l'Italia". A metterlo in evidenza è stata la Uil sottolineando che 'viene così restituita dignità al lavoro pubblico e alla contrattazione'. Significativo è l'impegno per la riduzione del lavoro flessibile ed il superamento del precariato. Le pronunce di illegittimità costituzionale colpiscono le disposizioni impugnate solo nella parte in cui prevedono che i decreti legislativi siano adottati previo parere e non previa intesa.

Tra le altre misure inserite nella bozza di accordo per il rinnovo del contratto degli statali ci sono anche premi legati alle presenze. Si sta cercando di superare il problema prendendo come modello i metalmeccanici, affrontando il tema con il welfare contrattuale che dovrebbe agire in caso di scostamento.

Nuovo stop per quanto riguarda il rinnovo dei contratti degli statali. L'esecutivo ha annunciato un impegno finanziario pari a 5 miliardi per il triennio 2016-18 per il settore pubblico.



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