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Onu: storica astensione degli Usa sugli insediamenti israeliani

Onu: storica astensione degli Usa sugli insediamenti israeliani”

La risoluzione dell'Onu che condanna degli insediamenti israeliani in Cisgiordania è una "vergogna" e lo Stato ebraico intende "interrompere i finanziamenti" alle istituzioni Nazioni Unite. Quelle condanne indistinte alienarono gran parte dell'opinione pubblica moderata israeliana che è contraria agli insediamenti che complicano l'eventuale separazione dai palestinesi, ma non si sogna minimamente di tornare esattamente alle linee del '49 e dunque è favorevole alle costruzioni nei cosiddetti blocchi di insediamenti a ridosso della ex-linea, e soprattutto all'interno della municipalità di Gerusalemme, una città che nessuno vuole vedere nuovamente divisa. La decisione statunitense - molto insolita, e giudicata già "storica" da qualcuno - è stata duramente criticata dal governo israeliano di Benjamin Netanyahu, che ha avuto rapporti molto complicati con la presidenza di Barack Obama negli anni scorsi, con ripercussioni nelle relazioni diplomatiche tra due stati alleati e tradizionalmente molto vicini.

"Votando a favore di questa risoluzione - ha dichiarato l'ambasciatore d'Israele alle Nazioni Unite, Danny Danon - avete di fatto votato no: no ai negoziati, no al progresso e a una vera possibilità di vita migliore per israeliani e palestinesi".

L'ambasciatrice all'ONU Samantha Power si spiega così: "Il Consiglio di sicurezza ha affermato nuovamente che gli insediamenti sono illegali". La risoluzione è passata anche grazie alla storica astensione degli Stati uniti. Mentre il presidente eletto Donald Trump promette: "Le cose cambieranno dopo il 20 gennaio", quando entrerà in carica. Il voto, inizialmente previsto per il 22 dicembre, è stato posticipato dopo che il paese promotore, l'Egitto, ha subìto pressioni pressioni da parte di Israele e di Donald Trump.

In risposta alla risoluzione adottata dal Consiglio di sicurezza dell'Onu contro le colonie ebraiche nei territori palestinesi, Israele non è rimasta guardare e ha richiamato i suoi ambasciatori in Nuova Zelanda e Senegal, sospendendo la visita del ministro degli Esteri senegalese. L'approvazione della mozione è stata possibile perché i delegati degli Stati Uniti per la prima volta si sono astenuti rinunciando al loro potere di veto che avrebbe bloccato il provvedimento. Netanyahu, che ha definito vergognosa la risoluzione, si è comunque detto sicuro che la decisione sarà annullata.



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