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Presidente Tribunale Bologna si schiera per il NO: Csm valuta incompatibilità

Presidente Tribunale Bologna si schiera per il NO: Csm valuta incompatibilità”

I sinceri democratici che credono al Sì riflettano.

LE POLEMICHE - Parole durissime, scritte da un esponente di spicco della magistratura, che per tutta la giornata di ieri hanno prodotto l'ennesima polemica tra i due fronti, con il Movimento 5 Stelle che le fa sue e il Pd che attacca il giudice parlando di "delirio". Il vertice del Csm ha anche inviato l'articolo alla Prima commissione perché valuti se ci sono gli estremi per un eventuale trasferimento d'ufficio per incompatibilità funzionale.

L'INTERVENTO DEL CSM - Il Comitato di presidenza del Csm, a quanto appreso dall'Ansa, ha però investito il pg della Cassazione, titolare dell'azione disciplinare, del caso.

E ancora: "Si avvera la profezia dell'ideologo leghista Gianfranco Miglio, si spinge a dichiarare Caruso, che nel 1994 proponeva una riforma che costituzionalizzasse le mafie". "E chi vorrà spiegare la riforma ai ragazzi, dovrà dire che questa riforma è fondata sui valori 'del clientelismo scientifico e organizzato', del voto di scambio, della corruzione e del trasformismo, con un Governo che lega le provvidenze a questo o a quello al voto referendario". È la dichiarazione fatta su Facebook dal presidente del Tribunale di Bologna, Francesco Caruso e che lo ha messo nei guai.

Il magistrato Caruso ha già replicato: "Era un post privato". Ora è il giudice di Aemilia, un altro processo contro la criminalità organizzata, ma questa volta in Emilia- Romagna, oltre a presiedere da pochi mesi il Tribunale di Bologna. "Quella della "Gazzetta di Reggio" (che ha pubblicato il post, ndr) - dice il giudice - e' stata una scorrettezza: io volevo parlare solo con i miei amici attraverso Facebook".

L'interessato conferma integralmente il suo post, anche se precisa che l'intervento a sua firma in realtà "non era destinato alla pubblicazione sul giornale, pubblicazione non richiesta né autorizzata, trattandosi di un testo 'privato', scritto sulla propria pagina Facebook, destinato a un numero limitato di lettori".

Se avesse pensato di scrivere per un giornale, "le stesse idee e gli stessi concetti sarebbero stati presentati in forme diverse, se sin dall'inizio destinati al più ampio pubblico".

"Mi attribuiscono cose che non ho detto". Per l'ex deputato Pd Piergiorgio Castagnetti si tratta di "un delirante manifesto per il No".



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