Italia

Chi sono Giulio e Francesca Occhionero, le cyberspie di Renzi e Draghi

Chi sono Giulio e Francesca Occhionero, le cyberspie di Renzi e Draghi”

Sono stati 'hackerati' studi legali e professionali, società di recupero crediti, la Casa Bonus pastor, struttura alberghiera di proprietà del Vicariato di Roma, l'università Bocconi, il Pd, l'Istituto neurotraumatologico italiano, la Mutua Mba, Coopsalute, la Reale Mutua Assicurazioni. I due sono accusati di aver violato sistemi informatici per procacciarsi notizie concernenti la sicurezza dello Stato, di aver compiuto attività di dossieraggi nei confronti di cariche istituzionali, di accesso abusivo a sistema informatico aggravato e di intercettazione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche. I due fratelli gestivano una rete di computer (botnet), infettati con un malware chiamato 'Eyepyramid', che avrebbe loro consentito di acquisire, per anni, notizie riservate e dati sensibili di decine di persone che, a vario titolo, gestiscono la funzione pubblica e delicati interessi, soprattutto nel mondo della Finanza. Fra le vittime del crimine informatico ci sarebbero anche l'ex presidente del Consiglio Matteo Renzi ed il presidente della Bce Mario Draghi. Occhionero, scrive l'ordinanza di custodia cautelare, "riceveva regolarmente sul suo pc tutti i dati che il malware carpiva dai pc delle vittime".

Chi sono Giulio e Francesca Maria Occhionero, le cyberspie di Matteo Renzi e Mario Draghi? Spiati anche Mario Monti, Ignazio La Russa, Fabrizio Cicchitto, Piero Fassino, Fabrizio Saccomanni, Daniele Capezzone, Michela Vittoria Brambilla, l'ex portavoce di Silvio Berlusconi Paolo Bonaiuti, l'ex capo di gabinetto del Tesoro Vincenzo Fortunato e l'ex presidente della Regione Campania Stefano Caldoro. Due persone arrestate dalla polizia postale su ordine della procura di Roma.

Politici, istituzioni e imprenditori, ma anche pubbliche amministrazioni e studi professionali. "Un approccio multilivello che non sfrutti la correlazione delle informazioni può portare a queste situazioni di crisi, occorre un approccio olistico che non si limiti solo al prodotto ma a un processo di gestione completo delle informazioni relative alle singole minacce con sistemi in grado di poter operare con tecnologie differenti contemporaneamente riducono il rischio di compromissione". Lo spiega all'Ansa l'esperto di sicurezza Andrea Zapparoli Manzoni, che sottolinea come i due arrestati, sono sconosciuti al mondo degli hacker, "sono dei prestanome, dietro c'è uno sponsor". L'indagine ha anche permesso di risalire ad una serie di società italiane e straniere che, secondo gli investigatori, altro non erano che scatole cinesi usate come paravento per acquisire in via anonima servizi informatici all'estero.

Con la sigla Pobu venivano catalogati gli esponenti politici finiti al centro della rete di Occhio di Piramide.



Сomo è

Ultimo




Raccomandato