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Cyberspionaggio, 2 arresti a Roma. Spiavano anche Renzi

Cyberspionaggio, 2 arresti a Roma. Spiavano anche Renzi”

Il materiale veniva custodito su server statunitensi, sequestrati con la collaborazione della Cyber Division dell'Fbi.

La polizia postale ha scoperto un database di 18mila username e password, quelli utilizzati dalle vittime per accedere alle caselle email ma anche alle conversazioni Skype.

Politici, istituzioni ma anche banchieri, studi professionali, imprenditori e alti prelati, dunque. A quanto pare, tra l'altro, l'attività di spionaggio ha anche riguardato i portali della Camera dei Deputati, del Senato della Repubblica e della Banca d'Italia.

Gli spiati erano suddivisi in 122 categorie.

Cyberspionaggio, 2 arresti a Roma. Spiavano anche Renzi

Finanza, Saverio Capolupo. Ed ancora Piero Fassino, Paolo Bonaiuti, Mario Canzio, Vincenzo Fortunato, Fabrizio Cicchitto e Ignazio La Russa.

Si prospetta, secondo il gip, "lo spionaggio politico e militare". I due provvedimenti di custodia cautelare in carcere sono stati eseguiti nell'ambito di una complessa attività di indagine condotta dal Centro Nazionale Anticrimine Informatico della Polizia postale, coordinata dalla procura di Roma. Giulio Occhionero, 45 anni, è un ingegnere nucleare. Lei, Francesca Maria, ha 49 anni e una laurea in chimica alla Sapienza. "Un approccio multilivello che non sfrutti la correlazione delle informazioni può portare a queste situazioni di crisi, occorre un approccio olistico che non si limiti solo al prodotto ma a un processo di gestione completo delle informazioni relative alle singole minacce con sistemi in grado di poter operare con tecnologie differenti contemporaneamente riducono il rischio di compromissione". I due sono accusati di procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, accesso abusivo a sistema informatico aggravato ed intercettazione illecita di comunicazioni informatiche e telematiche.

Resta da capire quali sono i motivi che avrebbero spinto i due a procacciarsi informazioni riservate e se si tratta di un caso isolato. Il giudice "ritiene che l'interesse che Giulio Occhionero nutre nei confronti dei suoi fratelli massoni possa essere legato a giochi di potere all'interno del Grande Oriente d'Italia come d'altra parte testimoniato dal tenore di alcune conversazioni oggetto di captazione". Tra gli osservati dall " Occhio della Piramide' gli appartenenti ad una loggia massonica, archiviati sotto la sigla 'Bros' (fratelli) in una cartella piazzata in una delle numerose drop zone all'estero.

A ipotizzare un collegamento con mafia capitale è il settimanale l'Espresso, che ha definito i fratelli Occhionero "gli hacker di mafia capitale", in quanto "amministratori di società collegate al faccendiere Salvatore Buzzi, uno dei principali imputati del processo romano".



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