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Cyberspionaggio, due arresti della polizia: spiavano Renzi, Draghi e Monti

Cyberspionaggio, due arresti della polizia: spiavano Renzi, Draghi e Monti”

Due persone sono state arrestate, questa mattina a Roma per cyberspionaggio.

Si tratta di un ingegnere nucleare di 45 anni e di sua sorella di 49, molto conosciuti negli ambienti dell'alta finanza. L'analisi del materiale sequestrato in America consentirà ora di accertare con esattezza quali e quanti dati siano stati rubati ma, soprattutto, di ricostruire l'intero giro d'interessi che si nascondeva dietro i due fratelli.

Le accuse a carico delle due persone arrestate, un 45-enne ed una 49-enne, spaziano dall'accesso abusivo a sistema informatico aggravato al procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, e passando per l'intercettazione illecita di comunicazioni informatiche e telematiche. Tra gli "osservati", anche Stefano Bisi, Gran Maestro della Massoneria del Grande Oriente d Italia e altri appartenenti alla loggia massonica.Politici, istituzioni ma anche banchieri, studi professionali, imprenditori e alti prelati, dunque. Seguendo quella traccia gli investigatori sono risaliti alla rete botnet che, sfruttando il malware, riusciva ad acquisire da remoto il controllo dei computer e dei sistemi informatici delle vittime.

Lo annuncia oggi la Polizia di Stato, che parla di personaggi molto noti nell'ambito dell'alta finanza capitolina.

L'indagine è partita dalla segnalazione al Cnaipic dell'invio di una mail: indirizzata all'amministratore di rilievo di un'infrastruttura critica nazionale, conteneva il virus Eyepyramid. Tra questi i siti di alcuni ministeri (Istruzione, Esteri, Tesoro, Finanze, Interno), della guardia di finanza, della Banca d'Italia, della Camera, del Senato, dell'Istat, del Comune di Roma. È così che, secondo gli inquirenti, da anni avrebbero rubato contenuti riservati, informazioni private, dati sensibili, per poi conservarli su server statunitensi, sequestrati grazie alla collaborazione della Cyber Division dell'Fbi. Oltre agli ex premier Renzi e Monti, lungo è l'elenco dei politici che sarebbero stati spiati: Piero Fassino, Daniele Capezzone, Ignazio La Russa, Vincenzo Scotti, Alfonso Papa, Walter Ferrara, Paolo Bonaiuti, Michela Brambilla, Luca Sbardella, Fabrizio Cicchitto, Vincenzo Fortunato e Mario Canzio.

L'indagine ha anche scoperto una serie di società "a scatole cinesi" nazionali e straniere, usate come paravento per l'acquisizione, in via anonima, di servizi informatici all'estero. Con la sigla 'PoBu' (Politicians Business), invece, venivano catalogati gli esponenti politici target del sodalizio criminale. I due arrestati, secondo gli investigatori, stavano per scappare all'estero, dove sono titolari di diverse attività.



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