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Dieselgate, arrestato dall'FBI Oliver Schmidt top manager Volkswagen

Dieselgate, arrestato dall'FBI Oliver Schmidt top manager Volkswagen”

Volkswagen non ha confermato l'arresto, un portavoce ha dichiarato al New York Times che la società "continua a collaborare con il Dipartimento di Giustizia", ma che "non sarebbe opportuno commentare eventuali indagini in corso o discutere questioni relative alla sfera personale".

La Fbi (il Federal Bureau of Investigation) ha arrestato un dirigente di Volkswagen AG con l'accusa di complotto in relazione allo scandalo "dieselgate". E secondo quanto riporta il New York Times, citando due fonti, si tratta di Oliver Schmidt, incaricato dell'ufficio per l'adeguamento alle norme della compagnia automobilistica tra il 2014 e il marzo 2015. Il quotidiano statunitense ha poi parlato di indiscrezioni secondo le quali il costruttore tedesco sarebbe vicino a chiudere un patteggiamento da 2 miliardi di dollari con il dipartimento di Giustiza Usa, cifra da aggiungere ai 15,7 miliardi di dollari di risarcimenti che Volkswagen dovrà versare ai clienti americani.

Intanto Volkswagen accelera in Usa per anticipare l'arrivo alla Casa Bianca di Donald Trump.

Ad ottobre Vw ha trovato un accordo da 14,7 miliardi di dollari, che prevede anche il riacquisto da parte del produttore di circa 475.000 veicoli su cui era stato montato il software 'taroccatò da cui è partito lo scandalo delle emissioni. L'Agenzia per la Protezione Ambientale americana ha infatti dato il via libera alla soluzione individuata dal colosso tedesco per le auto con motore diesel a 2 litri coinvolte nello scandalo del dieselgate. Così facendo il gruppo potrà cominciare a richiamare i clienti notificando loro la disponibilità di rimedi per il sistema delle emissioni per un totale di circa 70.000 veicoli.



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