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Libia: Tobruk contro la riapertura dell'ambasciata italiana a Tripoli

Libia: Tobruk contro la riapertura dell'ambasciata italiana a Tripoli”

Le milizie legate al Mufti di Tripoli, Sadiq al Ghariani (la massima autorità religiosa e schierata con i Fratelli Musulmani), minacciano di attaccare le truppe speciali italiane, che ora agiscono come guardia del corpo personale di Sarraj e sono tra l'altro asserragliate nella base navale di Abu Sitta, diventata quartier generale del premier. Gruppi armati al comando di Khalifa Ghwell, ex-premier del dissolto governo libico islamista di salvezza nazionale, hanno tentato di rovesciare l'esecutivo di unità nazionale presieduto da Fayez Al Sarraj, promosso dall'Onu.

"Una nave militare italiana carica di soldati e munizioni è entrata nella acque territoriali libiche. È una chiara violazione della carta delle Nazioni Unite e una forma di aggressione reiterata". E' l'accusa lanciata oggi dal parlamento di Tobruk all'indomani degli accordi siglati a Tripoli dal ministro dell'Interno italiano Marco Minniti con il governo d'Accordo nazionale libico del premier Faez al Sarraj, osteggiato appunto dal governo di Tobruk. La risposta di Roma, seppure su un piano informale, non si è fatta attendere: il sedicente 'governo' di Tobruk guidato da al-Thani non è un'entità riconosciuta dalla comunità internazionale e mira solo a creare tensioni attraverso "strumentalizzazioni" che i media possano montare, hanno spiegato all'ANSA autorevoli fonti italiane vicine al dossier. La gravità di queste notizie era stata ieri largamente annacquata dal nuovo ambasciatore italiano a Tripoli, Giuseppe Perrone, che ha descritto una situazione di normalità e negato vi fosse stato alcun golpe. "Quello che abbiamo registrato di fatto è stata la presenza della nave italiana 'San Giorgio' che opera nell'ambito della missione Sofia (dell'Unione europea, ndr) che si è avvicinata alla costa libica prima di entrare nelle acque territoriali libiche nell'ambito dell'accordo per l'addestramento tra la marina libica e quella italiana", ha detto il colonnello. Smentita da parte del presidente del Copasir Giacomo Stucchi anche la notizia che il direttore dell'Aise (il servizio di intelligence all'estero) Alberto Manenti sia stato costretto a fuggire dalla Libia nei giorni scorsi. E a giocare un ruolo centrale sono proprio gli italiani.



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