Finanza

VIDEO Cyberspionaggio ai danni di politici: due arresti

VIDEO Cyberspionaggio ai danni di politici: due arresti”

Erano finiti tutti nella rete di una centrale di cyberspionaggio che ha raccolto dati e notizie riservate per anni e che è stata smantellata dalla Polizia postale, al culmine di un'indagine coordinata dalla procura di Roma. Seguendo quella traccia gli investigatori sono risaliti alla rete botnet che, sfruttando il malware, riusciva ad acquisire da remoto il controllo dei computer e dei sistemi informatici delle vittime. L'ordinanza di custodia cautelare è stata firmata dal Gip Maria Paola Tomaselli.

Gli arresti sono stati effettuati nell'ambito dell'operazione "Eye Pyramid" che ha permesso di scoprire la centrale di cyberspionaggio ai danni di istituzioni, personaggi politici e imprenditori.

La polizia postale ha scoperto un database di 18mila username e password, quelli utilizzati dalle vittime per accedere alle caselle email ma anche alle conversazioni Skype. L'organizzazione aveva immagazzinato le informazioni trafugate in alcuni server sequestrati in Usa. Tra gli altri, quello di Maurizio Scelli, avvocato civilista, gia' parlamentare pdl; compromessi anche diversi pc degli studi Ghia (sedi a Roma e Milano), Bernardi e associati, Cancrini e Partners (Roma), Piselli & Partners (Roma, Cagliari, Mestre, Londra e Bucarest), Massafra, Greco, Cocconi & Cocconi (Roma e Venezia), Silenzi & Partners. Fra queste ci sarebbero anchel'ex presidente del Consiglio Matteo Renzi e il presidente della Bce Mario Draghi. E di società private come Acea, Enel, Eni, Enav, Finmeccanica, Fondiaria. Nell'inchiesta che ha portato all' arresto dei fratelli Occhionero risultano spiati gli account di diverse figure istituzionali.

Gli spiati erano suddivisi in 122 categorie. E ancora, il cardinale Ravasi, Vincenzo Scotti, Walter Ferrara, Alfonso Papa, Paolo Bonaiuti, Maria Vittoria Brambilla, Luca Sbardella, Fabrizio Cicchitto, Daniele Capezzone, Vincenzo Fortunato, Paolo Poletti. Ma lo spionaggio non si limitava ai confini italiani.

Ai due vengono contestati i reati di procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, accesso abusivo a sistema informatico, intercettazione illecita di comunicazioni informatiche e telematiche.

Secondo il sito Linkedin, Giulio Occhionero è managing director della società Westlands Securities, con sede principale in Cina.

Resta da capire quali sono i motivi che avrebbero spinto i due a procacciarsi informazioni riservate e se si tratta di un caso isolato.



Сomo è

Ultimo




Raccomandato