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Caso Consip, Csm non aprirà pratica su scontro tra procure

Caso Consip, Csm non aprirà pratica su scontro tra procure”

"È evidente che qualcosa non è andato a Napoli, tant'è che la procura di Roma indaga su fatti che si sono verificati lì". "Non ci risulta da nessun atto - ha sottolineato Legnini - uno scontro". Ad occuparsi della traduzione pratica di questo parametro generale alla pratica quotidiana del rapporto tra procure sarà quindi la VII commissione del Csm, che in queste settimane sta conducendo una complessa attività istruttoria in vista di una prossima circolare sull'organizzazione degli uffici delle procure. "Il Csm ha fiducia nella magistratura inquirente" a cui chiede di "fare presto e bene". "E in merito all'esito di questa attività di indagine, si riserva di fare le sue valutazioni ed eventualmente intervenire". A dirlo è il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, spiegando le motivazioni alla base della decisione del Comitato di presidenza di Palazzo dei Marescialli di non autorizzare l'apertura di una pratica sul caso Consip-Romeo e sul presunto scontro tra le Procure di Napoli e Roma. "Credo che il Csm non possa rimanere inerte - affermava Zanettin mercoledì scorso - e che il suo compito istituzionale sia accertare se il comportamento di singoli possa aver offuscato l'immagine del magistrato, determinando un'incompatibilità ambientale o funzionale". E negli stessi giorni in cui la procura capitolina ha fatto fuoco e fiamme contro chi, per mesi, si è occupato delle indagini Consip, i pm di Napoli hanno confermato, anche tramite una nota stampa, tutta la loro fiducia al Nucleo operativo ecologico dell'Arma. "Vogliamo che i pm concludano il loro lavoro e solo dopo, in presenza di elementi concreti, intervenire".

Legnini ha poi parlato di "fatti molto" gravi riferendosi sia alla fuga di notizie che alle presunte incongruenze nell'informativa di polizia giudiziaria.



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