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Corruzione Anas Firenze, arresti domiciliari per 9 imprenditori

Corruzione Anas Firenze, arresti domiciliari per 9 imprenditori”

Nell'inchiesta della procura del capoluogo toscano finisce anche un finanziamento della Regione Sicilia.

Gli imprenditori incriminati stamane sono interessati anche, unitamente ad un ex assessore Regionale e ad un ex funzionario della Regione Sicilia, all'interno di un'indagine in corso riguardante finanziamenti della Regione Sicilia relativi al settore residenziale turistico dell'isola. Gli inquirenti toscani sarebbero arrivati ai soggetti siciliani, indagando su una delle società che sarebbero state coinvolte nel sistema di corruzione. Gli indagati siciliani sono l'ex assessore regionale alla Famiglia Ester Bonafede, il compagno, nonché avvocato ed ex magistrato Carmelo Carrara, e il funzionario Anna Maria Piera Spanò del dipartimento Attività produttive della Regione. Bonafede, che svolge la professione di architetto, non è coinvolta in quanto ex assessore regionale - peraltro nella Giunta Crocetta aveva la delega alla Famiglia e agli Enti locali -, ma come tecnico.

Perquisizioni dei carabinieri del Ros sono in corso negli uffici della Regione Sicilia nell'ambito dell'inchiesta per corruzione della procura di Firenze su tangenti pagate per lavori Anas in Toscana e in altre regioni. I lavori riguardano la ristrutturazione di una trentina di immobili nel centro storico del paese da parte di un imprenditore del settore turistico, per un importo complessivo di circa quattro milioni di euro cofinanziato al 50% con Fondi Europei. Le perquisizioni sono state eseguite in Sicilia, Lombardia, Abruzzo e a Roma. L'architetto Ester Bonafede è il direttore dei lavori. I reati contestati sarebbero quelli di associazione a delinquere, corruzione ed estorsione. L'indagine dei Ros di Firenze ha condotto all'arresto dei vertici di imprese che ottennero in passato appalti dall'Anas.

Gli imprenditori finiti ai domiciliari avrebbero agito con la complicità di due pubblici ufficiali dell'Anas, sottoposti a misura cautelare nell'ambito della prima tranche dell'indagine. L'indagine si è protratta inoltre all'interno della Regione Sicilia, scoprendo un giro di affari che vedeva la concessione di appalti per la cifra di 5 milioni di euro.



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