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Napoli, agguato d'onore sventato: tre arresti

Napoli, agguato d'onore sventato: tre arresti”

Ora tre persone sono state identificate e arrestate per l'agguato avvenuto lo scorso settembre nel rione Don Guanella a Napoli. Una donna di 57 anni si frappone, con un bambino in braccio, tra un sicario e suo figlio, bersaglio dello stesso, per difenderlo restando ferita al basso ventre.

Il secondo agguato è scattato a Caivano, in provincia di Napoli, per colpire chi aveva ordinato l'omicidio dell'amante della donna senza l'autorizzazione del capoclan.

Ad indagare sul caso i Carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna, che hanno ricostruito il contesto nel quale sono maturati i tre tentati omicidi. Reati aggravati dalle finalità mafiose.

Agli indagati, ritenuti appartenenti al clan camorristico della famiglia Ciccarelli di Caivano, è stato anche contestato il reato di detenzione e porto illegale di armi da guerra.

Quelle diceria sulla presunta relazione che la compagna del capo di un gruppo criminale legato a un clan del napoletano intrattiene con "un altro" avrebbero fatto scattare un meccanismo perverso che partendo dall'"onore" messo in discussione porta fino a tre tentati omicidi. Parliamo, precisamente, dei fatti di cronaca avvenuti a Rione Don Guanella il 19 settembre del 2016: alcuni uomini armati avevano aperto il fuoco contro Giuseppe Telese, ma la madre, Amalia Sepe, si era frapposta fra il figlio ed i colpi tenendo ancora il nipotino in braccio. Anche questo secondo agguato fallisce e l'obiettivo designato decide di collaborare con la Giustizia. In un video estrapolato da un sistema di videosorveglianza utilizzato per le indagini si vede uno degli arrestati, ilI 38enne che aveva partecipato sia al raid per difendere l'onore del suo capo che a quello per eliminare il suo complice nel ferimento della donna, che con la pistola in pugno entra in un bar di Caivano minacciando clienti e titolare.



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