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Lo stupratore è indigente: nessun indennizzo alla vittima, vietato rivalersi sullo Stato

Lo stupratore è indigente: nessun indennizzo alla vittima, vietato rivalersi sullo Stato”

Negli stessi giorni in cui il giudice torinese negava l'indennizzo a Roberta, la Corte d'Appello civile del capoluogo lombardo condannava la Presidenza del Consiglio a risarcire con 220mila euro due donne, madre e figlia, vittime di rapina e stupro.

Per i giudici subalpini, la donna non avrebbe dimostrato che il colpevole non era in grado di pagare di tasca propria.

Secondo i giudici quindi, aver subìto una violenza non sarebbe automaticamente diritto al rimborso da parte dello Stato. La norma prevede che le vittime di reati violenti intenzionali debbano essere risarcite dallo Stato perché in molti casi "non possono ottenere un risarcimento dall'autore del reato, in quanto questi non può essere identificato o non possiede le risorse necessarie". Ma una donna torinese, rapinata e violentata sotto casa nel 2011, nonostante il suo aggressore sia stato riconosciuto colpevole e condannato a 8 anni e 2 mesi di carcere, non ha avuto alcun risarcimento dallo Stato poiché secondo i giudici del tribunale di Torino la donna non avrebbe fatto tutto il possibile per ottenere quel risarcimento direttamente dal suo violentatore. A tal fine la malcapitata si è affidata alla Direttiva Ce numero 80 del 2004 in difesa delle vittime di reati violenti sessuali, rivolgendosi al Tribunale civile di Torino e chiedendo il risarcimento da parte della presidenza del Consiglio dei ministri.

Non vi è stata giustizia, dunque, per questa donna che, alla violenza fisica subita da un uomo che pensava di poter fare di lei ciò che voleva, ha dovuto subire un'ennesima violenza, questa volta perpetrata ai suoi danni dallo Stato Italiano che non le ha riconosciuto un risarcimento per quanto le è successo.

Rapinata e violentata sotto casa, mentre rientrava dal lavoro, non avrà nessun risarcimento da parte dello Stato perché non ha dimostrato che il suo violentatore era indigente. Una sentenza, questa, che lascia attoniti ed indignati.



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