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Chiusa inchiesta su nomine, rischio processo per Raggi

Chiusa inchiesta su nomine, rischio processo per Raggi”

Virginia Raggi rischia di finire a processo per la nomina in Campidoglio di Salvatore Romeo e per quella del fratello di Raffaele Marra, Renato.

Invece dall'attività di vigilanza dell'Anac è emerso che vi sarebbe una contraddizione del sindaco Raggi sulla nomina del fratello del suo ex fedelissimo: da una parte dichiara di avere fatto tutto da sola e in autonomia, mentre dall'altra si fa esplicito riferimento alla "istruttoria svolta dalle strutture competenti ai sensi della disciplina vigente".

Roma, 20 giu. (AdnKronos) - Se fossi rinviata a giudizio "faro' quello che prevede il codice etico". Reato contestato, invece, al fratello, Raffaele, all'epoca capo del personale del sindaco. La Procura di Roma ha infatti provveduto a notificare il 415 bis - atto che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio - alla sindaca di Roma, Virginia Raggi. Quanto alla nomina di Romeo, ritenuta dalla Procura palesemente illegittima, l'abuso d'ufficio è stato contestato, oltre che alla sindaca, 'rea' di non aver tenuto in considerazione gli autorevoli pareri contrari a questa nomina, e al diretto interessato.

"Hanno voluto creare un mostro che non c'era e dal punto di vista mediatico ci sono anche riusciti", prosegue tornando sulle proprie dimissioni, "Siccome le cose in città non si sono risolte dal punto di vista gestionale, la gente ha capito che non sono un mostro e di questo ne ho riscontro quando mi incontrano per strada o mi scrivono", afferma. Sul fascicolo che riguarda la nomina Renato Marra, "apprendiamo con favore che sia caduta l'accusa di abuso d'ufficio".

I magistrati di piazzale Clodio, pur ritenendo quella scelta non legittima e non in linea con alcuni pronunciamenti dalla Corte dei Conti, hanno valutato insussistente l'elemento soggettivo del reato, cioè il dolo intenzionale.

"Io sono abbastanza tranquilla - aggiunge - hanno detto i miei avvocati che depositeremo degli atti con i quali sono certa di riuscire a farmi ascoltare e a spiegare le motivazioni che mi hanno condotto ad agire in quel modo". A dirlo l'avvocato Alessandro Mancori, legale della sindaca Raggi. Ovviamente, andiamo avanti tutti.



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