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Il retroscena: Donnarumma, la famiglia vuole un confronto con Raiola. Spiegherà che…

Fino a una decisione, quella sì definitiva, ovviamente con l'avallo del Milan che - volenti o nolenti - è titolare di un contratto valido ancora per poco più di un anno.

" Si era creato un ambiente troppo ostile tra le parti e, in questo modo, non poteva uscire un buon risultato per entrambe le parti". Ai microfoni della televisione di stato Raiola ha poi aggiunto: "Non è stata concessa la questione della clausola rescissoria, non eravamo a questo punto".

" Gigio è stato minacciato, la famiglia è stata minacciata, minacce di non giocare, di morte, striscioni mai tolti dalla società e un atteggiamento passivo dei suoi confronti". Ma in base alle notizie in nostro possesso, la famiglia è rimasta turbata, in modo particolare il papà Alfonso, con il fratello Antonio che si sta attivando per arrivare a un confronto. Mi prendo al 100% la responsabilità della decisione. Quando uno arriva alla clausola vuol dire che si è già al 90% del contratto. "Si doveva decidere il 13 e noi abbiamo deciso". I dirigenti rossoneri durante le trattative sul rinnovo ci hanno minacciato di non farlo giocare e di stroncargli la carriera. "La nostra posizione è chiara: per il Milan è incedibile, quindi resterà con noi anche la prossima stagione", dichiara.A meno che un club non presenti un'offerta importante: "Non ci serve l'elemosina di qualcuno che ci porta 20". Possibilità di dietrofront? Oggi non voglio riaprire questi discorsi. Io contro il Milan non ho niente, i rapporti con Fassone sono ottimi e se ci dobbiamo parlare ci parliamo, ma ormai loro hanno fatto la loro scelta. "Per me è mobbing se minacci un giocatore di stare un anno in tribuna". Io non ho parlato con nessuna grande squadra, non ho parlato con nessun'altra squadra e sicuramente non lo faremo in brevi tempi. Juve? Credo che sarebbe in difficoltà per rispetto. Se mi richiamano io rispondo sempre, di irreversibile c'è solo la morte.



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