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La Russia avverte gli Usa: "I vostri jet in Siria potenziali bersagli"

La Russia avverte gli Usa:

È una nuova guerra nella guerra.

"Un conflitto tra Russia e Stati Uniti sarebbe vantaggioso soltanto per l'ISIS, dal momento che l'attenzione sarebbe deviata dal problema del terrorismo", ha spiegato l'esperto. Ma se Mosca passasse dalle minacce ai fatti, Washington non potrebbe fare a meno di reagire, con tutti i pericoli di una possibile escalation. Damasco ha protestato energicamente ma il comandante americano della coalizione internazionale organizzata per combattere l'Is ha respinto le accuse.

L'abbattimento è avvenuto vicino al villaggio siriano di Rasafah e la città di Tabqa, dove le Forze democratiche siriane stanno lottando contro i miliziani dell'Isis nella campagna per riconquistare la città di Raqqa, roccaforte dell'Isis in Siria. L'abbattimento dell'aereo siriano, hanno sostenuto diversi analisti e funzionari del governo statunitense, non ha fatto parte in una precisa strategia sviluppata dall'amministrazione per limitare le ambizioni di Assad: è stata piuttosto il risultato di una decisione tattica, quindi presa dai militari in Siria.

Non è la prima volta che l'intervento guidato dagli Stati Uniti in Siria ha portato a distorsioni e violenze contro le forze pro-governative.

Il giornalista ritiene che l'esercito siriano dovrebbe impegnarsi a sfidare la strategia statunitense in Raqqa, dato che ci sono notevoli preoccupazioni per quanto riguarda l'esito della battaglia se la città dovesse cadere in mano delle forze SDF guidate dagli Stati Uniti.

Fatto ancora più grave, la Russia ha puntato i suoi missili contro gli aerei della coalizione, intimandole di non colpire più gli aerei di Damasco. A inizio aprile, Putin ordinò l'interruzione di quella che è in pratica una linea diretta tra la base Usa di al Udeid, in Qatar, e quella russa di Latakia, in Siria.

Quello che potrebbe riproporsi è quella sorta di guerra civile che si verificò in Iraq dopo la morte di Saddam Hussein. Il primo è che c'è in gioco la loro credibilità, perché sono i protettori di Assad. Sei caccia australiani sono attualmente basati negli Emirati Arabi Uniti per missioni contro l'Isis in Siria e in Iraq. Un avvertimento non solo per i terroristi: "Sauditi e americani sono tra i principali destinatari di questo messaggio", ha detto il generale Sharif.

L'attacco è stato sferrato da un'unità speciale del corpo dei Pasdaran, i guardiani della rivoluzione islamica, che dopo gli attentati del 7 giugno dell'Isis a Teheran, costati la vita a 18 persone, avevano diffuso una nota ricordando che "il sangue innocente versato non verrà lasciato senza risposta".

"La Russia è intervenuta in Siria per ottenere il riconoscimento da parte degli americani di giocatore importante nella regione..."



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