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Legge elettorale, Acerbo (Prc): "Ma quale sistema tedesco, siamo al 'Furfantellum'!"

Legge elettorale, Acerbo (Prc):

La legge elettorale proposta sarebbe il sistema tedesco, quindi un proporzionale con scelta diretta dei candidati, e con lo sbarramento dei partiti al 5%.

Con il sistema tedesco ogni elettore esprime due voti, chiamati 'primo voto' (erststimme) e 'secondo voto' (zweitstimme). Gli elettori dispongono di due voti: con uno l'elettore sceglie un singolo candidato all'interno del proprio collegio (con sistema maggioritario: chi prende un voto in più degli altri viene eletto), con l'altro sceglie una lista o un partito. Questo consente di "evitare" la necessità di una delega che avrebbe richiesto ulteriori trenta giorni al governo per indicarli. Insomma, la vittoria nel collegio uninominale non assicurerebbe di per sé l'ingresso in Parlamento. Questo voto è quello considerato più importante: come nei sistemi proporzionali, stabilisce qual è la percentuale di seggi parlamentari che avrà ogni partito. Sebbene una soglia di sbarramento inferiore, numeri alla mano, porterebbe qualche rischio per la governabilità, le considerazioni dei partiti minori (sebbene non scevre di interesse personale) non sembrano poi così peregrine: secondo i sondaggi, i partiti minori, dalla fascia sinistra al quella destra dell'arco costituzionale, sarebbero depositari di circa il 13% dei voti totali; escluderli vorrebbe dire negare rappresentanza in Parlamento a circa 6 milioni di Italiani, una cifra pari a 6 volte la città di Milano: un numero che parrebbe troppo grande da liquidare, in un regime democratico, persino in nome della governabilità. E che ci siano i nomi sulla scheda: "voglio sapere almeno il nome e il cognome di chi voto". Domani tocca ai capigruppo di Forza Italia.

Fervono le trattative tra i partiti sulla legge elettorale, la cui discussione prenderà il via il 5 o il 12 giugno a Montecitorio. "La soglia di sbarramento al 5% anche in Italia, come avviene già in Germania, è ragionevole ed è saggio e sano che sia conservata", chiosa il capogruppo Ettore Rosato.

Ai dem non resta che stare a guardare se i propositi di una legge elettorale condivisa, con inevitabile accelerazione verso le urne (i calcoli dicono che se il 'tedesco' venisse approvato ai primi di luglio si potrebbe tranquillamente votare il 24 settembre), verranno confermati.

In Germania il numero dei seggi è variabile, perché chi vince nel proprio collegio entra automaticamente in Parlamento anche se in numero maggiore rispetto alla quota proporzionale che spetterebbe a un partito. Comunque la si voglia chiamare, capire come sarà il testo della nuova legge elettorale con cui - molto probabilmente - si andrà a votare alle elezioni anticipate il prossimo ottobre, è un'impresa non facile.

Roma, 31 mag. (askanews) - La proposta presentata dal Pd sulla legge elettorale prevede che alla Camera si intervenga su 606 seggi: 303 collegi uninominali e altri 303 da eleggere su lista con al massimo 4 candidati. Ok anche da Sinistra italiana, che ha spiegato di non aver alcun problema con la soglia del 5% purché si tratti di un proporzionale "puro" e "senza trucchi".

La legge dovrebbe essere scritta anche per il Senato - che in Germania è eletto con un voto di secondo livello dai parlamenti di ciascun land - dove per costituzione vedrebbe sbarramenti e ripartizioni non su base nazionale, ma su base regionale.



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