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Previdenza: Uil, da Covip ottimo andamento fondi pensione

Previdenza: Uil, da Covip ottimo andamento fondi pensione”

E alla fine del 2016, il totale degli iscritti alla previdenza complementare è pari a circa 7,8 milioni. E' la fotografia scattata dalla Relazione COVIP (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione) presentata oggi, 8 giugno, in Parlamento dalla quale emerge che quasi due milioni di iscritti (il 25,3% del totale dal 24,2% del 2015) ha interrotto la contribuzione.

Oltre la metà delle risorse è formata da titoli di Stato, per un valore di 40,2 miliardi di euro, mentre poco meno di un terzo è formato dalla componente immobiliare. Rispetto al 2015 il numero si è ridotto di 17 unità (10 fondi preesistenti e 7 fondi aperti).

In riferimento alla condizione professionale, aderiscono alla previdenza complementare 5,8 milioni di lavoratori dipendenti, di cui 200 mila del settore pubblico, e 2 milioni di lavoratori autonomi. "Permangono margini di ulteriore concentrazione - afferma Padula - è importante sfruttarli per tendere a una più elevata efficienza, rafforzando la struttura organizzativa e di governance, innalzando la qualità dei servizi offerti agli aderenti, contenendo i costi". In questi anni le Parti sociali hanno sostenuto lo sviluppo delle iscrizioni ai fondi pensione, anche attraverso iniziative innovative realizzate in alcuni settori, ad esempio con l'adesione generalizzata dei lavoratori, tramite la destinazione del contributo a carico del datore di lavoro alla previdenza complementare ma serve un quadro legislativo stabile in grado di valorizzare le opportunità che la previdenza complementare può offrire ai lavoratori, non solo in termini di concorso alla realizzazione di trattamenti previdenziali adeguati nell'età anziana, ma anche di utilizzo della Rita, Rendita Integrativa da Trattamento Anticipato, per l'anticipo pensionistico. Rappresenta il 9% del PIL e il 3,6% delle attività finanziarie delle famiglie italiane. Padula indica che i fondi pensione negoziali e i fondi aperti hanno reso in media rispettivamente il 2,7 e il 2,2 per cento. Minore è invece lincremento nei fondi negoziali, pari al 3,4%. In ogni caso si tratta di rendimenti superiori al Tfr, che è stato rivalutato, al netto delle tasse, dell'1,5%.

Fondi pensione e casse professionali continuano a essere la Cenerentola tra gli investitori istituzionali impegnati a finanziare le imprese nazionali.

Il rendimento medio si è attestato al 2,7% per i fondi negoziali e al 2,2% per i fondi aperti: nello stesso periodo, giusto per avere un'idea, la rivalutazione del Tfr si è fermata all'1,5%.



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