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Spending review, Gutgeld: in tre anni tagli per 30 miliardi

Spending review, Gutgeld: in tre anni tagli per 30 miliardi”

La Pubblica amministrazione ha contribuito per il 24% della spesa complessiva al netto del costo del personale, mentre i comparti locali hanno contribuito per il 17%.

Secondo i dati della Relazione, la riduzione dei capitoli di spesa nel periodo 2014/2017, ha interessato tutti i comparti della Pubblica amministrazione, ma con effetti differenziati. "Il messaggio che viene è che esistono sprechi nella Pa ma farla facile è uno sport abbastanza diffuso".

E poi Gentiloni annuncia: "Stiamo esaminando su proposta del ministero un dpcm per il bilancio in particolare dei ministeri che consentirà ai ministeri stessi un po' di tempo per programmare in casa le riduzioni di spesa". A dispetto della centralizzazione, invece, i soldi spesi per gli acquisti delle pubbliche amministrazioni, dalla cancelleria ai pc, sono ulteriormente aumentati. Risparmi sì ma non solo, dunque. A togliersi qualche sassolino dalla scarpa di fronte ai risultati raggiunti è stato anche Padoan: "Mi auguro, dopo la presentazione della relazione del commissario sulla spending review, di leggere un po' meno sulla stampa che in Italia la spending o non si è fatta o si è fatta male".

Il ministro si sofferma poi sulla mission della politica economica. Che ha aggiunto: emergono "numeri considerevoli che creano, hanno creato e continueranno a creare spazio fiscale importante".

Il Commissario alla revisione ed alla razionalizzazione della spesa, Yoram Gutgeld, concludendo la presentazione a Montecitorio della Relazione annuale, ha detto: "Mi permetto di lanciare un appello alle forze politiche ed al Governo che verrà, di non mollare la presa". "Sarà un altro tassello della efficienza".

Nel dossier letto in Parlamento alla presenza del Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, e del Ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, si evidenzia per il triennio 2013-2016 anche la diminuzione del personale della PA nella misura del 3,8% (pari ad 85 mila dipendenti) maggiormente per effetto del blocco del turn-over con punte del 7% nei ministeri. Anche dopo la riforma Fornero nel confronto europeo il nostro Paese continua a presentare il rapporto più elevato tra uscite per pensioni e Pil (16,5% nel 2014).

Lo stesso Gutgeld ha specificato che con la spending review non si è voluto e non si vuole soltanto promuovere un risanamento dei conti pubblici (e una riduzione del deficit), ma si intende anche ammodernare i servizi. Un confronto che però dimostra, come ha osservato il commissario, che negli ultimi anni l'Italia è stato il Paese più virtuoso sul versante della "spending" (Grecia a parte).



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