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Wimbledon: l'ottava meraviglia di Roger Federer

Wimbledon: l'ottava meraviglia di Roger Federer”

Roger non è un semplice tennista, Federer è l'uomo dal rovescio fatato e dall'eleganza innata. Un anno dopo, la storia di Roger è diametralmente opposta: Raonic esce sconfitto ai quarti di finale, l'erba di Wimbledon è tornata di quel verde chiaro che sa di vittoria, le fragole e la panna sono di nuovo dolcissime e in finale Roger alza al cielo il trofeo più prestigioso del tennis, per l'ottava volta.

La finale di singolare uomini di Wimbledon 2017 ha come programma l'incontro Roger-Federer-Marin Cilic. Con questa vittoria, conquistata senza perdere nemmeno un set, Federer sale al quinto posto del ranking mondiale, piazzandosi sopra allo stesso Cilic. Il match più lungo disputato da Federer in tutto il torneo è stata la semifinale contro Berdych, durata 2 ore e 18 minuti; tutti gli altri incontri sotto le due ore.

Mai nessun uomo aveva trionfato così tanto al Championship: Federer va dunque oltre Pete Sampras e Brit William Renshaw a quota 7.

Roger Federer, il campionissimo svizzero, ha vinto il suo ottavo Wimbledon, diventando il recordman assoluto e trasformando una carriera già straordinaria in qualcosa di unico e irripetibile. E' difficile la condizione di Marin ma gli faccio i complimenti per questo meraviglioso torneo. Il medical time out è stato utile al croato per riprendersi dal problema al piede che lo ha afflitto, ma nel set decisivo, pur cercando di dare maggior battaglia, ha finito per cedere il servizio al settimo gioco, perdendo set e match con un ultimo 6-4, sigillato da Federer sul secondo match point con un magico ace sul secondo servizio. Non sono così sicuro però che il ritorno sia sempre così positivo. Prima della finale odierna nella quale Federer si è sbarazzato senza difficoltà di Marin Cilic. Dal primo giorno alla finale il campo centrale è sempre tutto esaurito, è un sogno giocare qui e spero di tornare qui a difendere il titolo l'anno prossimo. La finale che è finita poco fa era la numero 11 e non ha dato scampo a Cilic ne' di entrare in partita ne' di rimanerci perché l'occasione di entrare nella leggenda capita poche volte nella vita e King Roger non voleva sbagliarla come gli è capitato per ben tre volte qualche tempo fa. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori. La pausa al Roland Garros mi ha fatto bene? "Ma ci siamo divertiti, eh!"



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