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Roma, scritte omofobe su scuola danza: "Minacce continue"

Roma, scritte omofobe su scuola danza:

"Dal primo giorno che abbiamo aperto - denunciano i due sulla loro pagina Facebook - purtroppo abbiamo avuto problemi con alcune persone, minacce, discussioni, inseguimenti, atti intimidatori, allagamenti".

'Con tutte le forze abbiamo cercato di andare avanti, cercando di creare un clima familiare all'interno della scuola!

Chiuso per omofobia. Dopo mesi di insulti, epiteti, scritte offensive sui muri, la scuola di danza di Centocelle, a Roma, ha deciso di arrendersi e di chiudere i battenti. Epiteti scurrili sui muri, intimidazioni ed altri gesti di stampo omofobo hanno, alla fine, portato i soci della 'Vanity Dance Studio' ad optare per la capitolazione.

Si mobilitano a Roma le associazioni in difesa dei diritti Lgbt: "L'episodio è un gravissimo atto di omofobia che si scaglia contro un luogo che produce cultura e arte attraverso la danza", dichiara Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center.

Puntuale è arrivata la solidarietà del vicesindaco, Luca Bergamo: "Chi fa scritte omofobe - ha commentato - manifesta solo ignoranza e aggressività che sono spesso prodotto della paura di chi non ha gli strumenti per affrontarle". "Perché tutto questo credetemi fa veramente male!". Conosciamo bene episodi simili che periodicamente si ripercuotono in maniera simile anche presso la nostra sede a Testaccio.Continuare a lottare e non fermarsi, come abbiamo sempre fatto.

Presto il portavoce del Gay Center sarà a Centocelle per supportare la riapertura della scuola di danza oggetto di raid omofobi. Chiediamo alle istituzioni di vigilare. In realtà, i primi ad annunciare la chiusura della scuola sono stati gli stessi titolari con un post mesto, in cui vengono sottolineati i continui attacchi, pedinamenti e minacce di stampo omofobi subiti.

Il presidente del Gay Center, Angela Infante ricorda che "abbiamo istituito un premio speciale per chi combatte l'omofobia nel mondo della danza con una borsa di studio a chi trasmette un messaggio contro le discriminazioni danzando. Oggi siamo con questa scuola e continueremo ad esserlo laddove siano a repentaglio spazi artistici che producono cultura ed emozioni".

"Adesso serve sostegno alla scuola - aggiunge Francesco Angeli, presidente di Arcigay Roma - e faremo il possibile per essere vicini agli organizzatori". E' necessario un chiaro segnale di solidarietà da parte delle istituzioni in una città che conosce ripetutamente azioni contro le persone gay, lesbiche, bisex e trans.



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