Salute

Bimba morta per la malaria: "Stesso parassita dei due bimbi infetti"

Bimba morta per la malaria:

Non è stata trovata nessuna zanzara anofele nelle trappole sistemate tra martedì e mercoledì all'interno dell'ospedale Santa Chiara di Trento, dove la piccola Sofia Zago, 4 anni, potrebbe aver contratto la malaria che l'ha uccisa il 5 settembre agli Ospedali Civili di Brescia, dove era stata ricoverata d'urgenza. Ad affermarlo è Nunzia Di Palma, direttrice dell'unità operativa del reparto pediatria dell'ospedale "Santa Chiara" di Trento. "Non c'è stato nulla da fare, siamo stati coinvolti nel passaggio finale, quando Sofia è arrivata da noi aveva già una diagnosi", ha spiegato, "i colleghi di Trento avevano già avviato la corretta terapia e l'abbiamo potenziata con tutti gli strumenti a disposizione".

Oltre ai due bambini africani in pediatria, aggiunge Di Palma, ricoverati nel reparto adulti all'ospedale di Trento c'erano anche la mamma e un fratello più grande, adolescente, dei due piccoli. Sofia era stata ricoverata prima per diabete a Portogruaro e a Trento, poi era tornata in quest'ultimo ospedale, dove una prima volta le era stata diagnosticata una faringite e una seconda la malaria, fatale poco dopo il trasferimento a Brescia.

"In pediatria - spiega Di Palma - la prima ad arrivare di quella famiglia di ritorno dall' Africa era stata la bambina di 11 anni". L'ipotesi che la bambina fosse stata contagiata durante un suo precedente ricovero nel capoluogo Trentino era stata avanzata anche dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. "Il papà e un altro bimbo, lattante, non presentavano sintomi e non so se avessero partecipato al viaggio". La bambina, colpita dallo stesso parassita che in agosto aveva costretto al ricovero all'ospedale di Trento due bambini al rientro dal Burkina Faso, è arrivata al pronto soccorso di Brescia sabato pomeriggio quando era già "in stato comatoso", ha sottolineato Belleri. "Ma possono esserci diversi ceppi". Gli inquirenti puntano ad accertare se siano stati seguiti i protocolli prescritti per le cure e a ricostruire con precisione le tappe cliniche che hanno portato alla morte della bimba.

Secondo Giovanni Rezza, medico epidemiologo e responsabile del Dipartimento di malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità si tratta di un caso anomalo, proprio perchè questa malattia viene trasmessa da un certo tipo di zanzara che in Italia non c'è ed è ignota allora la modalità di trasmissione.



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