Salute

Bimba respinta all'asilo Allertati i carabinieri

Bimba respinta all'asilo Allertati i carabinieri”

La mamma ha dimostrato incoerenza anche in altri modi. A Udine, quando la figlia non è stata ammessa nella scuola poiché sprovvista dell'autocertificazione, una mamma ha chiamato i carabinieri, che non hanno potuto far altro che invitarla a riportare la bambina a casa. Nonostante i Ministeri della Salute e della Pubblica Istruzione abbiano introdotto l'autocertificazione per agevolare le famiglie nella presentazione della documentazione che attesti l'avvenuta vaccinazione dei figli o almeno la richiesta di un appuntamento presso la Asl per vaccinarli. Più che da militanti no vax, la maggior parte dei mille potrebbe tuttavia esser composta da genitori terrorizzati dalla loro propaganda.

"Se la bambina non è vaccinata, non può entrare a scuola". Il piccolo così è rimasto fuori. Nel frattempo, la preside dell'asilo ha stilato un verbale sull'accaduto, da inviare al Comune e alla Regione.

La sua non sembra la classica protesta "no vax".

Questo non è stato l'unico caso di opposizione alla legge: tre famiglie milanesi hanno presentato denuncia contro tre istituti scolastici per possibile violazione della privacy. I loro figli non potranno frequentare nidi e materne ai quali pure sono e potranno restare iscritti, pagando le rette e occupando posti in graduatoria, finché mamma o papà non avranno prodotto almeno un'autocertificazione, o il certificato medico per giustificare d'aver saltato qualche vaccino. Alla richiesta della certificazione, spiega il quotidiano, la mamma ha confermato di non averlo e di non essere intenzionata a produrlo, contestando nello specifico le righe finali del documento dove si precisa che i dati forniti "saranno trattati dal personale scolastico, docente e non docente".

Questa mattina a Milano 29.700 famiglie si sveglieranno e porteranno i propri bambini all'asilo comunale.

La mamma sostiene che il problema non siano i vaccini, perché vuole vaccinare la figlia, "ma è una questione di privacy". Lo ha spiegato Donatella Gentilini, preside dell'istituto comprensivo di via Aretusa, nella zona di La Rustica. In poche parole, bisognava portare i propri figli vaccinati o con l'impegno a farlo. Finora è sempre riuscita a convincerli. Uno slogan del movimento "No vax". Ma altre 3.300 famiglie ci dovranno rinunciare, perché non hanno consegnato i documenti vaccinali. Al momento i genitori di bambini iscritti ai nidi e alle scuole d'infanzia, perché per la scuola dell'obbligo c'è tempo fino al 31 ottobre. Non è incoerente pubblicare dati personali e lasciarli visibili a tutti?

La dottoressa è fiduciosa: "Parleremo con i genitori e instaureremo con loro un rapporto di rispetto reciproco". "Documento assolutamente non conforme ai fini della legge che pertanto rifiuto di firmare".

L'autocertificazione sui vaccini distribuita in tutte le scuole, secondo questa mamma che non ha inteso produrla come richiestole dall'asilo di Latisana, contiene un passaggio illegittimo, ovvero il consenso per autorizzare lo scambio dei dati sanitari sensibili degli alunni tra Azienda sanitaria e scuola.



Сomo è

Ultimo




Raccomandato