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Cantier Calabria, Oliverio: segnali positivi. Minniti: un progetto forte

Cantier Calabria, Oliverio: segnali positivi. Minniti: un progetto forte”

"Noi calabresi siamo molto coesi quando siamo fuori della Calabria, molto meno quando siamo in Calabria". Questo è tipico delle minoranze etniche, ma adesso dobbiamo fare uno sforzo e passare dalle identità di minoranza alla volontà di rappresentanza un pezzo grande dell'Italia. "L'Africa è lo specchio dell'Europa e non solo dell'Italia, e se l'Africa sta bene, starà bene l'Europa e la condizione di questa regione è di importanza strategica nazionale, non pensiamo solo alle nostre piccole cose". Siamo in un mondo dove c'è un gigantesco logoramento delle parole. Quello che con Falcone era un principio irrinunciabile, oggi è un obiettivo possibile e dobbiamo lavorare con impegno e passione, e su questo la Calabria si gioca una partita nazionale. La 'ndrangheta costituisce oggi il principale nemico allo sviluppo della Calabria.

L'assolo del ministro rompe gli schemi e tra sforma il palco in frontiera aperta di una Calabria che scorre e si raccoglie per affrontare la prima alba del nuovo percorso.

"Mai come adesso il destino dell'Italia è profondamente intrecciato con quello della Calabria". La seconda ragione per cui sono contento è che noi calabresi siamo come le minoranze etniche: molto coesi quando siamo fuori e meno coesi quando siamo in Calabria. Il ministro Minniti ha saputo, ancora una volta, lasciare il segno: declinando la Calabria come avamposto di un'Europa e di un'Italia evidentemente proiettate verso le sfide della modernità, con un piglio propositivo ed analitico da autentico protagonista dello scenario politico.

Il Ministro dell'Interno ha, quindi, fatto riferimento all'attuale situazione di ripresa del Paese per cui tutti i dati sono positivi "non avveniva- ha detto - da moltissimo tempo". Dobbiamo partire dal progetto forte presentato oggi, che si realizza solo se cresce la fiducia del popolo calabrese. "Non ci sarà - ha detto - una crescita stabile e strutturata nel nostro Paese se il Mezzogiorno e la Calabria non saranno parte integrante di questa crescita".

"Sono pure necessari in quest'ottica - ha proseguito il vicepresidente di Confagricoltura - politiche energetiche e per l'ambiente, creazione di filiere, accesso al credito e nuovi strumenti finanziari e assicurativi, sviluppo dell'innovazione ed una ricerca non cattedratica ma legata alle esigenze ed alle richieste delle aziende agricole ed agroalimentari locali". "Siamo al centro del Mediterraneo". L'altra questione è la legalità, che non è il freno dello sviluppo, è una precondizione dello sviluppo. "Se l'Africa sta bene, l'Europa starà bene, se l'Africa sta male, l'Europa starà male". "Fino a quando prevarrà l'idea che è più importante guardarsi l'ombelico invece che guardare nell'occhio l'altro, è chiaro che la partita sarà al limite dell'impossibile". Ha sostenuto Marco Minniti.

"Lavoro e legalità sono le parole chiave di ogni progetto". Parlando poi del timore che si ha di parlare di "ndrangheta perché significherebbe "indebolire la Calabria", il Ministro dell'Interno ha ribadito la necessità, invece, che parlarne per poterla "combattere e sconfiggere, è un atto d'amore per la Calabria". Un sentiero di rinascita che sgorga all'Università della Calabria dalle parole del capo del Viminale, Marco Minniti.



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