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Carcere Verona, agenti aggrediti da marocchino: basta tesi buoniste

Carcere Verona, agenti aggrediti da marocchino: basta tesi buoniste”

Grido d'allarme del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo dei Baschi Azzurri, per le condizioni in cui versano le carceri marchigiane e per le conseguenti critiche condizioni operative del Personale di Polizia Penitenziaria in servizio.

Gli agenti sono stati aggrediti a pugni e testate ed hanno riportato escoriazioni e ferite al volto e alle braccia, giudicate guaribili in pochi giorni. Il rimedio per risolvere le problematiche è particolarmente drastico secondo Capece. Se lo mettano bene in testa: "e se stessero una settimana al fianco di un Agente di Polizia Penitenziaria in prima linea nelle sezioni detentive di un qualsiasi carcere italiano lo comprenderebbero meglio".

"Nel carcere di Foggia - conclude il segretario nazionale del Co.s.p - ci sono 600 reclusi, ma tra questi figurano anche numerosi pregiudicati sottoposti a misure di protezione e di alta sorveglianza". A rivelarlo sono stati il vice segretario Uilpa Polizia Penitenziaria Abruzzo, Mauro Nardella, ed il segretario provinciale del Sappe, Giuseppe Pallini. "Esprimo la mia solidarietà e quella della Federazione regionale dei Verdi all'agente della Polizia Penitenziaria aggredito da un detenuto all'interno del carcere di Favignana, un episodio gravissimo, che deve far riflettere sulla sicurezza degli agenti che ogni giorno rischiano la loro vita, soprattutto in un momento dove le carceri di tutta Italia soffrono la mancanza di agenti". I vertici dell'Amministrazione Penitenziaria hanno smantellato le politiche di sicurezza delle carceri preferendo una vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto, con detenuti fuori dalle celle per almeno 8 ore al giorno con controlli sporadici e occasionali.

Stando alle ultime stime, nel carcere foggiano sono in organico 290 unità di polizia penitenziaria, mentre altre 30 rientrano nei profili operanti nel comparto della sicurezza e nella dirigenza. Lo dichiara il membro dell'esecutivo regionale della Federazione dei Verdi e Portavoce di Trapani e Isole Egadi. Pertanto è in vigore una vigilanza dinamica, nel senso che i detenuti sono lasciati liberi di circolare ed è probabilmente per questo che il detenuto ha percepito come un abuso una normale perquisizione della cella.



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