Scienza

Corea del Nord e Resto del mondo: la guerra non ci sarà

Corea del Nord e Resto del mondo: la guerra non ci sarà”

Sulla Corea del Nord il presidente russo ha preso posizioni vicine a quelle della Cina: sia Mosca che Pechino hanno insistito perche' dopo il sesto test missilistico ci siano dei colloqui, mentre gli Stati Uniti hanno chiesto un inasprimento delle sanzioni economiche. Gli Usa e altri Paesi premono infatti per nuove sanzioni Onu, dopo il potente test nucleare condotto dal regime, apice di una lunga lista di lanci di missili balistici e test atomici. Ho interpellato anche Alexander Novak, ministro dell'energia, ed abbiamo convenuto che si tratta di volumi irrilevanti.

La Russia resta convinta che ogni sanzione sarà inutile. E l'Unione europea pensa a proprie sanzioni, discusse in un incontro dei ministri informale dei ministri di Esteri e Difesa a Tallinn. Il presidente russo ha aggiunto "si aspetta che il buon senso" prevalga a Washington e che la crisi venga risolta "attraverso i negoziati, come nel 2005".

La Russia ha, tra l'altro, un confine di 17 chilometri con la Corea del Nord, segnato dal fiume Tumen, a sud proprio di Vladivostok. "Tutta questa pressione", ha affermato Mogherini, "è finalizzata ad aprire vie di dialogo diplomatico che, per il momento, non sono disponibili". Ma Pyongyang, tramite una delegazione a Vladivostock, promette "potenti contromisure". Nel corso di una riunione straordinaria del Consiglio di sicurezza dell'Onu l'ambasciatrice Usa alle Nazioni Unite Nikki Haley ha chiesto "le misure piu' forti che si possano prendere" contro la Corea del Nord. Ha anche accusato Seul e Tokyo di sfruttare il forum per fare "politica sporca", concentrandosi su Pyongyang invece di discutere di cooperazione economica.



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