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L'Anpi corregge il tiro su Giuseppina Ghersi: "Vicenda ingiustificabile"

L'Anpi corregge il tiro su Giuseppina Ghersi:

Era una ragazzina ma rappresentava quella parte là. "Dopo aver letto la storia di Giuseppina Ghersi - ha raccontato - ho pensato che bisognava fare qualche cosa per ricordare una bambina di 13 anni uccisa senza motivo". "Per ricordare lei, non chi ha combattuto per la parte sbagliata" spiega il consigliere comunale di centrodestra Enrico Pollero, che ha proposto e ottenuto di collocare, il 30 settembre, la targa commemorativa nel mezzo di una piazza di Noli dedicata ai fratelli Rosselli. "L'Anpc non può condividere l'ostilità a una iniziativa, come quella del Comune di Noli, che si limita a rendere la dovuta memoria a una vittima innocente degli eccessi della guerra di Liberazione" si chiarisce infine. Anche il sindaco, medaglia d'oro della Resistenza, è dalla sua parte.

Non è d'accordo l'Associazione nazionale partigiani, dicendosi contraria alla targa perché "Giuseppina Ghersi era una fascista".

Mentre l'Anpi di Savona, pur non approvando quell'azione, aveva sottolineato che "la pietà per una giovane vita violata e stroncata non allontana la sua responsabilità per la scelta di schierarsi ed operare con accanimento a fianco degli aguzzini fascisti e nazisti". La segreteria ha ribadito in ogni caso che "singoli episodi, per quanto gravissimi, non intaccano i valori della Resistenza e della Guerra di Liberazione nazionale, grazie a cui l'Italia, dopo anni di guerra, violenze e dittatura, ha conquistato pace, libertà e democrazia".

Poco dopo, come riporta l'Huffington Post, Rago è riuscito a dire anche di peggio: "La violenza sessuale, che oggi appare incomprensibile, va contestualizzata in un clima di guerra e in un periodo risalente a oltre 70 anni fa".

Le parole dell'Anpi provinciale non sono piaciute nemmeno a Bruno Spagnoletti, dirigente Cgil in pensione: "Non riesco a capire come si possa giustificare l'esecuzione di una bambina di 13 anni".

Ma a sinistra le posizioni sono diverse. Addirittura minacciano di essere presenti il giorno dell'inaugurazione con le fotografie dei ragazzini uccisi dai repubblichini, perché secondo i partigiani l'omaggio alla povera Giuseppina è un "tentativo di legittimare un passato di cui dovremmo vergognarci".



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