Salute

Malaria. Ispettori ministero: "Probabile Sofia sia stata contagiata in campeggio a Bibione"

Malaria. Ispettori ministero:

Saranno i medici veronesi Federica Bortolotti, anatomopatologa dell'Università degli studi di Verona e il professor Angelo Cazzadori, specialista in malattie infettive, i due periti nominati dalla Procura di Trento per effettuare l'autopsia sul corpo della piccola Sofia, la bambina di quattro anni morta per malaria all'ospedale di Brescia dove questa mattina sarà eseguita l'autopsia.

Nel frattempo il reparto di pediatria dell'ospedale Santa Chiara di Trento è stato evacuato per procedere alla disinfestazione, una profilassi prevista in questi casi. I bambini sono rientrati dal Burkina Faso il 9 agosto, il loro ricovero nello stesso reparto in cui Sofia era degente avviene il 16 agosto, quindi la zanzara sarebbe dovuta sopravvivere una settimana, "e questo mi sembra improbabile", afferma Di Palma.

Il timore è che la bimba sia stata contagiata da una puntura di zanzara infetta sul litorale veneto.

Il contagio da persona a persona è impossibile, l'ipotesi di un contagio attraverso siringhe o altra attrezzatura ospedaliera lo è quasi altrettanto, visto che si tratta di strumenti mono-uso. Scartata invece l'ipotesi della zanzara arrivata "in valigia" con la famiglia del Burkina Faso per mancanza di prove scientifiche.

"È un caso criptico, rarissimo", ha detto Giovanni Rezza, medico epidemiologo e responsabile del Dipartimento di malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità.

La bambina era stata colpita da malaria cerebrale, la forma più grave della malattia. "In Africa se si vede una febbre alta si pensa subito alla malaria, ma in una bambina che non ha fatto viaggi non è possibile - spiega Aldo Morrone, direttore del servizio salute globale dell'ospedale San Gallicano di Roma -".

Era il 13 agosto quanto fu portata al pronto soccorso più vicino, ossia l'ospedale di Portogruaro, comune in provincia di Venezia, per un principio di diabete. Esclude però che ci siano in Italia zanzare che possano trasmettere il Plasmodium falciparum: "Non ci sono le condizioni". I dubbi sono sulla possibilità che il vettore sia stata una zanzara.

"Le ipotesi sono tante - spiega il ricercatore - tutte le strade sono aperte ma prima di fare ipotesi dobbiamo giustamente aspettare le conclusioni delle indagini sia della magistratura che dello stesso ministero".

Successivamente, sabato 2 settembre, la bambina è stata nuovamente ricoverata in Pediatria al S. Chiara. "Per la nostra conoscenza non esistono in Trentino e in Italia vettori idonei alla trasmissione della malaria".

"Dalle prime indicazioni che abbiamo avuto pare che la bambina potrebbe aver contratto la malaria in ospedale, a Trento, il motivo per il quale sarebbe un caso molto grave". In quel periodo, poco dopo Ferragosto, in quel reparto erano presenti due bambini che avevano contratto la malaria in Africa, ma che poi erano regolarmente guariti. Il 21 agosto, dopo essere ritornata a Trento con la famiglia, è stata ricoverata all'ospedale S. Chiara. La prima è basata su un'analisi genetica, perchè il parassita che ha colpito la bambina è lo stesso in generale, perchè il plasmodio è il falciparum, ma questo non significa che sia identico, perchè ci sono varie famiglie.

"Il caso è eccezionale, l'ultima trasmissione autoctona tramite zanzara risale a 30 anni fa nel grossetano, da allora ci sono stati solo alcuni casi tramite scambio di siringhe o trasfusione", ricorda Carosi.



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