Scienza

Privacy, la Spagna multa Facebook per 1,2 milioni

La mannaia dell'AGPD è calata inesorabile sulla testa di Facebook. "Tuttavia, non utilizziamo queste informazioni per la profilazione degli annunci pubblicitari". L'equivalente spagnolo del Garante della Privacy Italiano ha, infatti, individuato due infrazioni gravi e una violazione molto grave della legge sulla protezione dei dati che hanno portato ad una sanzione così composta: due multe da 300.000 euro per ciascuna delle prime violazioni ed una multa da 600.000 euro per la seconda. "Come già comunicato all'Agenzia - spiega Facebook in una nota - sono gli utenti che scelgono quali informazioni vogliono aggiungere al loro profilo e condividere con gli altri, come ad esempio la loro religione".

Secondo le informazioni diffuse dall'AEPD, invece, Facebook - che conta due miliardi di utenti in tutto il mondo - avrebbe ottenuto informazioni sensibili (ideologia, sesso, fede religiosa e gusti personali) delle persone iscritte senza che queste abbiano dato il loro "consenso inequivocabile": non ci sarebbe, da parte della società statunitense, "un'informazione esaustiva e chiara" sull'utilizzo dei dati che raccoglie e sul trattamento che ne fa. La violazione è ritenuta come un reato molto grave secondo la legge nazionale sulla protezione dei dati personali.

La raccolta dei dati avviene anche utilizzando i cookie di utenti che non hanno un account Facebook - basta la navigazione in una pagina che contiene il tasto "like" di Facebook per lasciare una traccia del proprio passaggio. Infine - spiega ancora l'AEPD - i dati personali non vengono cancellati totalmente quando terminano di essere utili allo scopo per il quale erano stati raccolti, e neppure quando l'utente ne chiede esplicitamente l'eliminazione, anzi: vengono riutilizzati in seguito associati allo stesso utente. Questa situazione, ha scoperto il regolatore spagnolo, si verifica anche quando gli utenti non sono membri del social network.

Il 16 maggio 2017, invece, il Garante della Privacy francese ha condannato Facebook Inc. e Facebook Ireland Ltd., in via solidale, al pagamento di 150.000,00 euro per non aver informato in modo adeguato gli utenti in merito alle modalità e agli scopi del trattamento effettuato sui loro dati personali e per avere proposto pubblicità mirata in assenza di una base legale che lo consentisse. Fra le altre cose, è stato accertato che Facebook non rimuove i dati personali che raccoglie dal suo database, anche quando un utente lo richiede e che tali dati vengono conservati per i 17 mesi successivi alla chiusura dell'account.



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