Esteri

Si toglie la vita davanti alla Guardia di Finanza

Si toglie la vita davanti alla Guardia di Finanza”

Un uomo di 44 anni, agente di polizia penitenziaria, si è sparato un colpo di pistola. Un'atmosfera rarefatta non solo tra detenuti e Polizia Penitenziaria ma anche tra gli stessi carcerati che denunciano condizioni poco dignitose e rifiutano la 5° branda all'interno della cella. Siamo di fronte a una tragedia immane.

"Il riferimento è, ad esempio, a tutti coloro che nell'ambito dell'Amministrazione di appartenenza - prosegue il sindacalista - spesso si ritrovano soli con i loro vissuti, demotivati e sottoposti ad innumerevoli rischi e ad occuparsi di vari stati di disagio familiare, di problemi sociali di infanzia maltrattata ovvero tutto quel mondo della marginalità che ha bisogno, soprattutto, di un aiuto immediato sulla strada per sopravvivere". Sembra davvero non avere fine il mal di vivere che caratterizza gli appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria.

Per il secondino non c'è stato nulla da fare. Ed e' grave che in Sicilia, in tanti anni, nulla e' stato fatto per prevenire il disagio lavorativo dei poliziotti penitenziari. "L'Amministrazione Penitenziaria non puo' continuare a tergiversare su questa drammatica realta' - conclude Capece -".

Un agente di polizia penitenziaria si è tolta la vita a Termini Imerese. E forse è anche per questo che mercoledì mattina due detenuti italiani hanno cominciato a litigare per questioni riconducibili al mantenimento dell'igiene personale e della cella.



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